lunedì 31 ottobre 2011

REPORT del 30.10. 2011. "Giochi" di potere per una ricostruzione fantasma

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REPORT del 30.10.2011 - Effetto valanga

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Rarissima eccezione nel panorama dei nostri media, generalmente supini verso il potere politico e bancario, questa puntata di Report si è spinta fin quasi a toccare l'argomento tabù: il signoraggio bancario e la truffa del debito pubblico. 
Per il resto, ha affondato il coltello in modo chiaro ed efficace.

BUONA VISIONE. 

Manie di crescita

domenica 30 ottobre 2011

I cosmetici sono tossici?

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Con un pernacchio si può fare una rivoluzione

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Pernacchio in meridionale, pernacchia in italiano.

Le altre caste (di cui non si parla)



Gian Antonio Stella continua a scrivere e a vendere valanghe di libri che trattano il problema dei privilegi parlamentari. Il Grande Moralizzatore pare non accorgersi che esistono nel nostro Paese e nel mondo predoni, ladri e speculatori di ben altro calibro e criminali di guerra osannati e riveriti che stanno mettendo a dura prova la stessa sopravvivenza del pianeta. Ma lì il terreno è minato e Gian Antonio preferisce tenersi alla larga. Vista la sua esperienza in materia di “moralismo” potrebbe almeno informarci su come se la passa la sua categoria, quella dei giornalisti. Mentre infatti gli stipendi parlamentari sono on line e facilmente consultabili, sugli stipendi dei giornalisti si hanno notizie frammentarie e confuse. Quanto guadagnano giornalisti e uomini dello spettacolo? E quanti finanziamenti prendono dalla Stato i giornali italiani? In rete abbiamo trovato queste notizie, qualcuna non recente. Per le altre rimaniamo in fiduciosa attesa (Enzo Chiaradia).

La Federazione Nazionale della Stampa - si legge nella nota - non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti ‘giri di valzer’ dei direttori. Ma 15 milioni cash di ‘buonentrata’ e uno stipendio di 3 milioni annui (questo si dice sia il compenso a Vittorio Feltri per tornare a dirigere il Giornale), oppure 5 milioni annui a Belpietro per Libero, se confermati, sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche” (“la Repubblica” del6 agosto 2009);
«Quanto guadagni?». «Un milione di euro». «Mica poco!». «In realtà questo è il mercato. Io però lavoro per un anno al Festival anche come direttore artistico». Paolo Bonolis risponde così alla baby intervistatrice Giulia…” (“Corriere della Sera” del 12 febbraio 2009);
Giovanni Floris, per il suo impegno a Ballarò (va in onda una volta alla settimana), guadagna circa 450mila euro. Michele Santoro 800mila e Fabio Fazio - per due puntate alla settimana di Che tempo che fa -, si aggira sui due milioni di euro, sempre all’anno. Non basta? La povera Serena Dandini si ferma alla soglia dei 750mila euro. Ma lo sperpero della televisione pubblica prosegue in tutte le direzioni. Volete sapere quanto costa una comparsata di Emanuele Filiberto di Savoia? Il rampollo di casa Savoia prende sui 20mila euro per ogni passeggiata davanti alla telecamera.Noblesse oblige. La Rai è un paperonificio che sforna decine di milionari, solo qualche nome: Vespa 1,2 milioni, Milly Carlucci 1,5 e la Ventura 1,8” (“Il Giornale del 4 marzo 2011);
Mi permetto di mettere qui di seguito una mail giratami oggi che non sono riuscito a definire altro che demagogica e ipocrita:La rai ha appena firmato un contratto con il sig. Ferrara al quale viene affidato lo spazio che fu di Biagi Ogni giorno, dopo il tg1, il sig. Ferrara avrà la possibilità di dire tutto quello che pensa per 7 minuti. Questi 7 minuti CI COSTERANNO 3Mila euro alla volta. 
Si, avete capito bene, il sig. Ferrara porterà a casa ogni santo giorno per ben 3 anni [SONO 2 PIU' UN OPZIONE PER IL TERZO, ndB], 3 mila euro al giorno…”. Ferrara guadagnerà sicuramente tanto con i 720 mila 3uro all’anno, ma cosa avete detto quando Paolo Bonolis per 5 serate di Sanremo 2009 ha percepito un milione di euro!…”(“Il Barbapress”, blog di Piero Barbaro del 15 marzo 2011.


Quanto guadagnano i  vip.
Claudio Amendola : 1.862.286
Roberto Benigni : 3.580.995
Daria Bignardi : 572.760
Claudo Bisio : 2.299.611
Fabio Volo : 577.001
Paolo Bonolis : 3.860.759
Carlo Conti :988.640
Maurizio Costanzo : 4.290.152
Paolo Del Debbio : 647.809
Sabrina Ferilli : 423.829
Aldo Grasso : 216.145
Ezio Greggio: 1.523.368
Linus : 718.905
Luciana Littizzetto: 1.824.084
Michele Santoro : 118.752
Nicola Savino : 201.647
Marco Travaglio : 282.280
Simona Ventura : 1.677.193
Costantino Vitagliano : 463.785


Il paese dei balocchi

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 Brano del 1992

Italiani
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sabato 29 ottobre 2011

Le idee sbagliate e i miti del nostro tempo

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"Conosciamo le malattie del corpo, con qualche difficoltà le malattie dell'anima, quasi per nulla le malattie della mente. Eppure, anche le idee della mente si ammalano, talvolta si irrigidiscono, talvolta si assopiscono, talvolta, come le stelle, si spengono. E siccome la nostra vita è regolata dalle nostre idee, di loro dobbiamo aver cura, non tanto per accrescere il nostro sapere, quanto piuttosto per metterlo in ordine.
La prima figura d'ordine è la problematizzazione di certe idee che, per ragioni biografiche, culturali, sentimentali o di propaganda, sono così radicate nella nostra mente da agire in noi come dettati ipnotici che non sopportano alcuna critica, alcuna obiezione. E non perché siamo rigidi o dogmatici, ma perché non le abbiamo mai messe in discussione, non le abbiamo mai guardate da vicino. Chiamiamo queste idee miti, mai attraversati dal vento della de-mitizzazione.
A differenza delle idee che pensiamo, i miti sono idee che ci possiedono e ci governano con mezzi che non sono logici, ma psicologici, e quindi radicati nel fondo della nostra anima, dove anche la luce della ragione fatica a far giungere il suo raggio. E questo perché i miti sono idee semplici che noi abbiamo mitizzato perché sono comode, non danno problemi, facilitano il giudizio, in una parola ci rassicurano, togliendo ogni dubbio alla nostra visione del mondo che, non più sollecitata dall'inquietudine delle domande, tranquillizza le nostre coscienze beate che, rinunciando al rischio dell'interrogazione, confondono la sincerità dell'adesione con la profondità del sonno.
Ma occorre risvegliarci dalla quiete che le nostre idee mitizzate ci assicurano, perché molte sofferenze, molti disturbi, molti malesseri nascono non dalle emozioni di cui si fa carico la psicoterapia, ma dalle idee che, comodamente accovacciate nella pigrizia del nostro pensiero, non ci consentono di comprendere il mondo in cui viviamo, e soprattutto i suoi rapidi cambiamenti, di cui i media quotidianamente ci informano senza darci un discernimento critico che ci consenta di intravedere quali idee nuove dobbiamo escogitare per capirlo"... Per recuperare la nostra presenza al mondo, una presenza attiva e partecipe, dobbiamo rivisitare i nostri miti, sia quelli individuali sia quelli collettivi, dobbiamo sottoporli a critica, perché i nostri problemi sono dentro la nostra vita, e la nostra vita vuole che si curino le idee con cui la interpretiamo, e non solo le ferite infantili ereditate dal passato che ancora ci trasciniamo.
Critica è una parola che rimanda al greco kríno, che vuol dire "giudico", "valuto", "interpreto". Ogni giudizio, ogni valutazione comportano una crisi delle idee che finora hanno regolato la nostra vita, e che forse non sono più idonee ad accompagnarci nella comprensione di un mondo che si trasforma anche senza la nostra collaborazione. Chi non ha il coraggio di aprirsi alla crisi, rinunciando a quelle idee-mito che finora hanno diretto la sua vita, non guadagna in tranquillità, ma si espone a quell'inquietudine propria di chi più non capisce, più non si orienta". 

(Tratto da I miti del nostro tempo di Umberto Galimberti)

Dove sono finiti quelli che dicono di avere le palle?

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La ex Italia (ora protettorato franco-tedesco) finirà come l'Argentina?
Quanto pagheremo per la nostra apatia?

Futuro venturo del protettorato franco-tedesco (un tempo "Italia")

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mercoledì 26 ottobre 2011

Piove, governo ladro!

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"Il Punto", rubrica a cura di Monia Benini
Puntata del 26 ottobre 2011

Ecco il risultato degli intrallazzi fra potere politico, economico e bancario nel settore edilizio. E intanto...pagano i cittadini!

L'Italia, la via, i microchips

L'Italia


La via


I microchips


Almeno lui non gli ha baciato le scarpe




Muore come Gheddafi. Un despota laido, egomaniacale, corrotto, detestabile, che però almeno muore per non aver baciato le scarpe al Vero Potere. Silvio Berlusconi muore così. Nell’epitaffio sobrio che questo uomo merita, ci sarà una sola riga dignitosa: “Almeno lui non gli ha baciato le scarpe.” Una riga che non leggerete sulla tomba di Umberto Bossi.
L’Italia è finita, già smembrata e i pezzi migliori già assegnati alle elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste, quelle che da anni cercano la morte del disubbidiente Silvio Berlusconi, già bollato dal Wall Street Journal nel 2008 come “un nemico del Libero Mercato, non un Liberista economico disposto a fare ciò che è necessario”. Quelle elite che hanno piazzato in Italia i loro sicari De Benedetti, Prodi, Monti, Draghi, La Repubblica, Travaglio, e il centrosinistra al completo.

Quelli che hanno chiamato al telefono Giorgio Napolitano la settimana scorsa per avere garanzie, hanno cioè chiamato l’uomo che dagli anni ’70 lecca le scarpe alle elite finanziarie americane, l’uomo che già allora diceva a Business Week 
Noi non ci opponiamo alle multinazionali. L’impresa privata lavorerà meglio in un’Italia governata in modo migliore”, mentre il suo partito pugnalava alle spalle i lavoratori italiani.
Lo ha scritto il Financial Times ieri: “L’Italia dovrà cercare un salvataggio finale(entri il Fondo Monetario, nda), e con esso arriverà una interferenza inaudita nella sua sovranità politica”. E’ già tutto deciso, la Spirale della Deflazione Economica Imposta lavora da un pezzo per rumenizzarci ai piedi della Germania. Leggete il Più Grande Crimine 2011.
Questa mia gente non si rende conto di cosa significhi, di cosa l’attende. L’ho già scritto mille volte, non lo ripeto, mi si torce lo stomaco, sono e saranno sofferenze impossibili da rendere in parole.
Ma quello che mi fa imbestialire è vedere lo sgangherato drappello dei contestatori italiani che va a ramengo a protestare a casaccio perché non ha voglia di studiare chi sia il Vero Potere Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista che ci ha distrutti, né di capire dove stia veramente (oh!abbarnard!!... a far le 3 del mattino ai centri sociali ci si diverte. Studiare? Cheee??). Il pietoso drappello che si fa guidare da uomini come Franco Berardi Bifo, che all’oscuro totale dell’Abc dell’economia predica su Micromega soluzioni alla dittatura del Vero Potere come “Entrare nei loro sistemi informatici, pubblicare i crimini finanziari con iniziative di tipo Wikileaks, cancellare le loro reti assassine di scambio finanziario in tempo reale”. Non ci sono parole, ma il grave è che sto tizio sta su Micromega, cioè loro, i sicari del Vero Potere, e nessuno se ne rende conto. Il drappello che da una parte attacca la Banca d’Italia, sì, fuochino, ma dall’altra è però Popolo Viola D.o.p. e attacca come causa di questo disastro l’unico premier italiano che negli ultimi 18 anni non ha baciato le scarpe al più devastante colpo di Stato finanziario delle storia dell’umanità, Silvio Berlusconi. Drappello: fate pena.
Chiedo: è data all’empio la possibilità di redimersi in punto di morte con un unico gesto? Credo che il cattolicesimo dica di sì, io non concordo. Ma se siete cattolici allora perdonate l’uomo di Arcore, perché ieri il suo grido d’orgogliosa ribellione ai padroni del mondo ha strappato a me un grido nell’anima. Almeno lui non gli ha baciato le scarpe per non morire.

Paolo Barnard
25.10. 2011