giovedì 31 gennaio 2013

IL DESTINO DELL'ITALIA - INTERVISTA A MARCO DELLA LUNA


Ringrazio l'Avv. Marco Della Luna per la sua grande disponibilità.

Elia Menta

VINCITORI E VINTI




Carissimi amici, tutti,
non dobbiamo piangerci addosso, ma prendere semplicemente atto di una triste realtà.
Riassumo brevemente come stanno le cose.
Partiamo dal fatto che nel 1945 c’è stata una tremenda sconfitta bellica che ha scavato un solco storico tra il prima e il dopo, per i seguenti motivi:
1) I vincitori hanno fatto piazza pulita, sia sul piano del pensiero che su quello fisico, degli sconfitti e di cosa essi rappresentavano. Ergo hanno imposto la loro tutela su tutta l’Europa, stravolgendone storia, cultura, tradizioni e quant’altro. La sola Italia e legata al sistema Nato e deve cibarsi oltre cento basi militari. Non è uno scherzo. Provatevi a ribellarvi.
2) L’immissione forzata di extracomunitari, a livelli incredibili, con la nascita di una società multietnica, ha completamente stravolto tutti i normali punti di riferimento per una riscossa europea. E’ più gli anni passano e più, demograficamente, le cose peggioreranno, perchè non solo la gente sarà omologata sul pensiero neoradicale per  il quale “multietinico” e “bisexy” è bello e desiderabile, ma oltretutto mancherà il “materiale umano” per la riscossa.
3) La scoperta e il possesso dell’arma atomica in poche mani, ha praticamente determinato la impossibilità, non so per quanti secoli e salvo eccezionali scoperte, di poter ribaltare la situazione, perché chi ha il deterrente atomico può permettersi di tutto. Non a caso si è anche teorizzata una specie di “fine della storia” laddove i normali cicli di ascesa e sviluppo e tramonto delle civiltà e delle nazioni, sono ora resi molto più problematici. L’unica speranza potrebbe essere quella che si scateni una guerra apocalittica, ma capite cosa questo potrà comportare.
4) lo spaventoso progresso dei mezzi di comunicazione e di trasporto, che oggi permettono in tempo reale di comunicare tra due emisferi, ha consentito di avere a disposizione un arma, detta mass media, ovvero stampa, cinema e televisione, con la quale indirizzare il pensiero dell’opinione pubblica mondiale.  E anche di creare, come e quando vogliono, “appositi mostri” da poter poi letteralmente eliminare o incarcerare senza che nessuno si ribelli. Provatevi a esternare un pensiero antiebraico o razzista e sarete subito sbattuti  come mostri in prima pagina, se non in galera.
5) Le moderne società, come quella italiana, sono tutte regolate da una avanzata industrializzazione e improntate ad un modello di vita basato sul consumismo. Tanti si lamentano del consumismo, ma date retta a me: ben pochi rinuncerebbero al tv color, all’ultimo modello di telefonino, di computer o al frigorifero spaziale. Ne consegue, rispetto al passato, oltre ad una anestetizzazione della popolazione, una accresciuta importanza del denaro, dei finanziamenti e una grandissima facilità di corrompere le persone.
6) Le centrali di Intelligence occidentali, possono oggi avvalersi di stupefacenti mezzi tecnici e organizzativi di prevenzione, corruzione, inquinamento, infiltrazione, repressione ed altro, ad un livello di spaventosa efficacia. Nulla può determinarsi in una nazione occidentale che i Servizi non siano in grado di controllare, e al peggio, di stravolgerla.   Create un gruppo politico, un sia pur piccolo movimento, e siate certi che, nelle vostre fila c’è “chi di dovere” o comunque arrivano subito specifiche centrali massoniche a inquinare e corrompere.
7) Negli ultimi decenni, passo dopo passo, il nostro paese è stato omologato all’Europa, tra non molto vi sarà anche una Gendarmeria  (Polizia) europea, il che si aggiunge ad un incapsulamento di tutta l’Europa in un sistema finanziario mondialista, che grazie ad accordi e trattati, via, via sottoscritti dai singoli governi (ultimo il MES), obbligano tutte le nazioni a stare “al gioco”, ed hanno eliminato ogni minimo spazio di sovranità nazionale. Potete votare come volete, potete mandare al governo chi volete, ma a nessun politico o governo sarà possibile cambiare le cose. Se fino ad ieri i politici erano “i camerieri dei banchieri”, oggi le cose stanno anche peggio dei tempi di un Moro, Fanfani, Andreotti, ecc. Se votare prima serviva a poco, oggi non serve proprio più a nulla. Certo ci sono gruppi apparentemente antagonisti, ma io resto del parere che questi gruppi, qualora dovessero conseguire un certo successo tradiranno immancabilmente quanto precedentemente sostenuto. Le centrali di prevenzione, inquinamento e corruzione non stanno certo a pettinare le bambole.
Stabilito tutto questo vi renderete conto che chi parla di rivolte, rivoluzioni e altro o è un illuso, spaventosamente ingenuo, o è un provocatore. Non si scappa.
A vedere le cose con un minimo di ottimismo, possiamo tutto al più dire che, a parte la possibilità di una guerra tra l’Occidente UsaEuropaIsrael, e magari nazioni antagoniste (Russia di Putin, Cina, Iran, ecc.?) che potrebbe aprire scenari impensabili, resta il fatto che la grave crisi finanziaria, appositamente provocata, con la selvaggia imposizione del sistema usurocratico, e resa ancor più forzata con l’imposizione di “tecnici” ai governi per imporre determinate politiche lacrime e sangue, che progressivamente porteranno la massa della popolazione all’impoverimento, potrebbero offrirsi la possibilità del verificarsi di varie ribellioni.
A questo punto però subentraranno i Servizi prima accennati, con l’ausilio dei mass media, per far fallire, deviare e inquinare ogni eventuale sana rivolta. Vari farabutti che poi si metteranno a “capopopolo”, sottobanco legati al sistema, intenti a dissolvere il tutto,  non mancheranno. Dateli per scontati. A mali estremi  tutti gli altri, “facinorosi” potranno sempre essere corrotti, intimoriti o magari eliminati.
Quindi vien da dire “perdete ogni speranza o voi che sperate in rivolte e altro.
Che fare allora. Intanto bisogna fare quello che si deve comunque fare a prescindere dagli esiti. Quindi, oltre a dare l’esempio di un retto agire e comportarsi, vi è quello del veicolare l’informazione. Come afferma Mario Consoli, nella sua eccellente intervista sul Signoraggio monetario, alla domanda come si può uscire da questi tentacoli che i banksters ci hanno stretto attorno al collo, e che stanno gettando sul lastrico imprese e popolazione, Consoli dice, giustamente, che non sono sufficienti i disastri che si stanno verificando per una rivolta, ma bisogna rendere consapevoli le persone di cosa, chi e come tutto questo si stia verificando. Quindi l’importanza dell’informazione.  Bisogna controbilanciare l’infame lavoro dei mass media atti ad anestetizzare e imbrogliare la gente. Poi si vedrà.
Oltre a veicolare l’informazione, bisogna anche fare un grande lavoro di controinformazione. In particolare sulle provocazioni. Ad esempio per quanto riguarda l’area che ci riguarda, bisogna vigilare e denunciare tutti quegli atti, in particolare sul piano del vero o presunto antisemitismo o razzismo, perchè dietro ci sono sempre i “soliti” farabutti che controllano e organizzano gruppi di ragazzi, che poi vengono mandati allo sbaraglio ispirandogli “azioni inconsulte”, che poi servono al sistema per gridare: “all’antisemita”, al “nazista”, al “razzista” e che saranno  sfruttate dal sistema per far passare leggi liberticide.  Capisca chi deve capire.
Si sappia comunque che muovendosi, scrivendo e parlando in questa società si viene schedati. Tutto ti fa finire schedato. La tessera del supermercato e le carte di credito, i moduli burocratici che compili, possono stabilire cosa mangi, cosa ti compri e quanto spendi. Facebook ti carpisce come la pensi, cosa desideri, non solo tu, ma anche i tuoi amici. Il sistema non ha più tanto bisogno degli informatori, dei soliti portieri, giornalai, barbieri dove chi di dovere passava e chiedeva informazioni su tizio o caio. Oggi, di fatto, le informazioni gliele consegnamo noi a domicilio, soprattutto tramite l’uso sempre più necessario del computer.
Quando ti colleghi o peggio scrivi ad un qualunque sito, devi sapere che il tuo “contatto” può essere registrato.  Le tue email possono essere controllate, sappiamo per certo che vi sono località dove hanno installato immensi e potentissimi server, in grado di intercettare ogni frase, in particolare quelle che rispondono ad alcune parole chiave. Quando scrivete parole che possono essere intese come attinenze al “terrorismo”, rivolte, ecc., parole come Cia, Israele, Olocausto, e così via questi immensi computer vi intercettano e leggono tutto. Regolatevi di conseguenza.
Ovviamente ce ne se può anche fregare, mettendo in conto una eventuale persecuzione, però è bene saperlo.
Ognuno faccia quello che vuole o che può, tutto è importante, niente è indispensabile. Se però partecipate a qualche gruppo, partito movimento o altro, tenete sempre presente, che quel gruppo, partito o movimento vi sta comunque fregando. Meglio pensar subito male.
Per altro, ognuno dia fondo alle sue conoscenze e alla sua fantasia.
MAURIZIO B.

mercoledì 30 gennaio 2013

SE LO STUPIDO SAPESSE DI ESSERE STUPIDO...




Qualcuno mi ha detto di non mandargli più mail perché non le legge, perché non ha tempo di leggere, perché non gli interessa. Ma leggere è informarsi è sapere è capire cosa e chi abbiamo intorno a noi…. Ed io ho tante cose e tante persone intorno e voglio condividere con voi certe  notizie importanti che sono vitali per il nostro presente e futuro.

Pazientate, non riesco a non informarvi,  poi chiunque scelga il proprio da farsi, io non mi fermo …. è troppo importante soprattutto per I NOSTRI FIGLI. Basta un click e cancellate la mail ma ……..

Nadia S.

CARO ITALIANO

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martedì 29 gennaio 2013

LA PIU' GROSSA (BALLA) DELLA SETTIMANA

Mario Monti @SenatoreMonti, 28 gennaio 2013
“L’aggiustamento fiscale è costato sacrifici, ma il debito è in continuo calo. Solo così sarà possibile abbassare le tasse”

Il grafico del debito pubblico parla da solo per potere verificare quanto grosse le inventa il Signor Monti (od il suo staff) il quale si aggiudica il nostro ambito riconoscimento questa settimana!
Da notare che il carico di debito in scadenza nel 2013 è il 135% rispetto a quello del 1999, ed allora eravamo tutti più ricchi….




Una curva esponenziale (dati milioni /euro)


           Storia del nostro debito pubblico (fonte Banca d’Italia S.p.A.) dati mln. euro


Da notare come il debito aumenti marcatamente in corrispondenza con le due guerre mondiali ed il declino in seguito crisi 1929. Dati mln. euro



Un chiaro esempio della politica Keynesiana post bellica. Dati mln. euro



L’esplosione del debito post abbandono Standard Aureo: Il danaro è solo carta (dati mln. euro)

Infine ricordiamo che il debito pubblico è una truffa in quanto nulla è stato realmente mai dato, è solo una finzione contabile che non potrà mai essere ripagata.

Arnaldo Spicacci Minervini


DIFENDI LA TUA CASA!



"NON E' LONTANO..."



Credo che non sia molto lontano il momento in cui dovremo decidere se morire in piedi da uomini liberi, lottando per la nostra dignità, il futuro dei nostri figli, il riscatto del nostro passato, o vivere come schiavi, disposti a qualunque compromesso, anche il più umiliante, dimenticando qualunque cosa "sgradita" a quelli che spadroneggiano nella nostra casa. 

AlexFocus


lunedì 28 gennaio 2013

IL COMPAGNO G. (MUSSARI) E I SEGRETI DEI PARTITARI MPS: UN ESEMPIO DI GOVERNANCE ESTRATTIVA





Premesso che fatti e accuse devono ancora essere accertati, il caso MPS (come raccontato, e salva la verifica di realtà, che è in corso) è la regola: colui che ha disponibilità dei soldi degli altri, tende naturalmente a prenderli per sé o per i soci, direttamente o attraverso teste di legno. Ciò avviene sia nel management delle banche, che delle altre imprese, che degli enti pubblici. Avviene anche nei governi. Avviene ai danni degli azionisti, dei risparmiatori, dei dipendenti, dei contribuenti, dei cittadini. E' un modello estrattivo (ossia saccheggiatore) di gestione del potere, di governance, che si sta affermando universalmente. Pensiamo al caso di quei governi che, coi crismi della legge, tassano i loro cittadini per assicurare profitti speculativi a banchieri stranieri.
La storia del compagno Giuseppe Mussari, come raccontata da mass media e talk shows, con gli scandali Antonveneta, Santorini, Alexandria, Casaforte, Ampugnano, liar loans (cioè mutui concessi largamente a chi si sapeva che non li avrebbe rimborsati), è una tipica storia di bancarotta mediante una testa di legno: si mette una persona di fiducia a spolpare una società e a prendersi tutte le colpe, mentre il malloppo va in tasca ad altri, meno il compenso per la testa di legno. Quindi è di primaria importanza andare a vedere a chi è andato il malloppo effettivamente.
Mussari non aveva una formazione finanziaria: era un avvocato penalista di origine calabrese, che si era distinto come fedele del PCI-PDS-DS-PD e come difensore di suoi amministratori locali senesi. Fu nominato nel 2006 a presidente del MPS dalla Fondazione MPS che, su 16 consiglieri, ne ha 13 nominati da Comune, Provincia, Regione - enti da sempre in mano al PCI e succedanei. Fino al Maggio 2007 rimane però consigliere della Fondazione. Non appena nominato presidente di MPS, avviò i noti affari. Nel corso della sua permanenza, ha donato di tasca propria quasi € 700.000 al PD, in ossequio alla regola che chi diviene dirigente attraverso il partito, poi deve essere riconoscente. Ha compiuto le sue operazioni di spolpamento con metodo, tenendo formalmente nascoste alcune carte, ma in un contesto in cui era palese che stava avvenendo qualcosa di occultato e di illecito.
Tutti, a cominciare dal collegio sindacale di MPS, presieduto da Tommaso di Tanno (ora indagato dal PM senese), vedevano l'anomalo gonfiaggio del prezzo della Banca Antonveneta mediante una ben poco credibile tripla vendita in pochi mesi, prima a ABN-AMRO , poi a Banco di Santander, infine a MPS, con un'acquisizione tenuta segreta fino all'ultimo, annunciata dai tg, quindi tale da dover far subito scattare controlli e ispezioni, come pure doveva farli scattare il fatto che il pagamento avveniva per cassa, cioè subito, mentre di regola questi pagamenti si fanno a credito, nel tempo. Il fatto che si pagasse tutto subito suggeriva oggettivamente che era una compravendita fraudolenta. Tutti sapevano che il prezzo era gonfiato. Tutti potevano sapere, con un minimo di diligenza, che Mussari non aveva fatto la due diligence su Antonveneta prima di pagarla circa 17 miliardi e si era basato su una stima fatta dalla non molto attendibile, perché interessata, di agenzie di rating. Bankitalia, allora governata da Draghi, però lasciò fare, il che ben illustra l'incompatibilità inerente a Bankitalia, tra il suo compito di sorvegliare le banche e il fatto che le medesime banche sono le sue proprietarie, rectius partecipanti, nel suo ridicolo capitale sociale di € 156.000. E la Consob? Niente. E il Ministero del Tesoro? Niente, nemmeno dopo. Forse i gestori di MPS se lo tenevano buono comprandogli ben 27 miliardi di titoli di debito grazie al finanziamento all'1% elargito dalla BCE. La mole dello spolpamento è di molti miliardi: per un’Antonveneta che valeva 2,3 miliardi (detto da Gaetano di Tanno, presidente del Collegio Sindacale di MPS, ora coindagato con Mussari), MPS ha emesso 8 bonifici per un totale di oltre 17 miliardi.
Già nel bilancio depositato nel 2012, 5 anni dopo l'acquisto di Antonveneta, quindi con un colpevole ritardo, il nuovo management di MPS esponeva una perdita di 4,7 miliardi di cui il 90% da minusvalenze di Antonveneta. In realtà, Antonveneta, considerate anche le sue sofferenze non registrate in bilancio, valeva sui 2 miliardi, e se è stata pagata 10, allora i gestori retrostanti si sono spartiti 8. Si aggiungano 750 milioni per i contratti derivati Alexandria e Santorini, e alcuni miliardi per i mutui fasulli. Adesso si tratta di vedere a chi è finito il bottino, di arrestare le persone fisiche e di citare per danni le società che hanno concorso nel reato. Sappiamo che il Banco di Santander ha incassato almeno 7 miliardi; ma poi, che uso ne ha fatto? A chi li ha accreditati? Sono partite quote del bottino dal Santander a favore di altri soggetti? E gli altri bonifici? Sappiamo che ulteriori 2,6 miliardi sono stati spediti a Londra nella disponibilità del medesimo Banco, e poi sono stati scudati e riportati in Italia. A chi sono poi stati girati? A chi sono finiti in tasca?
In quanto ai derivato Alexandria e Santorini (contratti tra MPS e Nomura Bank il primo, e tra MPS e Deutsche Bank il secondo), l'attuale management ci dichiara che ci sia stata una perdita di 220 milioni (ma un alto dirigente dice 740) dovuta a un'errata copertura di un rischio preesistente mediante un derivato. Questa spiegazione non è credibile, per due motivi.
Primo: se io mi copro mediante un derivato dal rischio che un mio asset o contratto in essere si deprezzi, la copertura ha un costo molto basso, assicurativo, rispetto al valore capitale dell'asset; sicché, se l'asset perde valore, la copertura mi rifonde dalla perdita; mentre se (l'asset ) aumenta di valore, l'aumento assorbe il costo di copertura ( che in tal caso si azzera ) e lascia un margine di guadagno. In nessuno dei due casi caso io perdo in termini di capitale ( solo se l'asset non si muove nell'arco di tempo assicurato si perde il capitale investito nel premio). Data l'alta volatilita' dei mercati, questo non si realizza mai. Per aver realizzato una perdita capitale a danno di MPS, chi ha agito coi soldi di MPS bisogna che abbia fatto un'operazione diversa, come una speculazione in proprio, decisa senza approvazione del CdA dai vertici gestionali, e che gli sia andata male, e che quindi ora egli o la banca stessa, per la propria immagine, stia creando una giustificazione posticcia.
Secondo: se fosse stata un'operazione di copertura legittima, ufficiale, e inerente a un asset o a un contratto della banca, sarebbe stata contabilizzata subito, e non tenuta sospesa e nascosta per anni!
Il razionale sospetto è, quindi, che qualcuno abbia preso soldi della banca e li abbia usati per speculare su qualche titolo o derivato, fidando di realizzare un grosso guadagno, con cui restituire alla banca quanto preso, tenendo per sé la differenza. Poi, invece di guadagnare, ha perso, e la banca si ritrova con un buco. Cose di questo genere mi risulta che siano avvenute e tuttora avvengano in grandi banche e società di gestione estere, dove chi ha il maneggio dei soldi della banca li usa per conto proprio, e lascia le operazioni in sospeso, cioè aperte a partitario, finché non si trova un modo di chiuderle fittiziamente.
Se fossi il PM di Siena, verificherei questa ipotesi, sequestrando ed esaminando i partitari storici su cui si devono trovare i movimenti delle somme interessate, cioè ipoteticamente usate per l'operazione suddescritta. Sequestrerei i partitari storici, perché chi fa queste cose non le fa una volta sola, ma le fa di prassi, quindi se ne troveranno molte, risalendo nel tempo. Dai partitari (che sono i registri di conti transitori, su cui si segnano le operazioni in attesa di imputarle alle voci del conto economico del bilancio) si desume se vi sono stati impieghi di denaro in quel senso. Tornando al caso MPS, bisogna anche considerare che quando va a partitario un movimento di decine di milioni di euro, gli organi interni di controllo della banca li hanno sotto gli occhi. Quindi, se tutti i presidii, interni ed esterni, sono rimasti inerti, vuol dire che non è stata un'operazione di singoli gestori infedeli, né un'operazione organizzata da un solo partito politico, sia pur dominante rispetto alla banca: può essere stata solo un'operazione di Stato. Pertanto, mi aspetto che, se mai verranno svelati i nomi degli effettivi percettori dei due miliardi di bottino scudato, e degli altri miliardi, si tratterà di nomi molto più esplosivi di quelli di un leader politico.
Se hanno chiuso gli occhi l'ispettorato interno (audit) di MPS, i sindaci, Bankitalia, Consob, il Ministero; e se il percettore dei due miliardi si sentiva tanto sicuro da riportarli in Italia, allora i casi sono due: o il regista è un potere molto alto, i vertici dello Stato; oppure è stata un'operazione trasversale, bipartisan, tra maggioranza e opposizione, magari con benedizione vaticana (il Banco di Santander è in mano a certo Emilio Botin, descritto dalla stampa come uomo forte dell'Opus Dei). Questa ipotesi è rilevante per capire la minaccia di Bersani (del 26.01.13) di “sbranare” i rivali politici qualora insistano sullo scandalo MPS. Minaccia che potrebbe riguardare la “finanza cattolica” e l’immagine della stessa Chiesa. Si tenga presente che, nella Fondazione come nel CdA di MPS, erano presenti anche uomini del centro cattolico, a cominciare da Gabriello Mancini, nominato presidente della Fondazione pur non avendo qualificazione tecnica, dato cher era un funzionario dell’Asl locale.
Una conferma all’ipotesi che si tratti di un’operazione di Stato o bipartisan viene da Dagospia, che pubblica (http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-il-verbale-degli-ispettori-bankitalia-inchioda-draghi-tarantola-profumo-e-visco2-la-favola-49952.htm) documenti, per altro pubblicati anche da quotidiani nazionali, che sembrano inchiodare Draghi e Tarantola (allora responsabile dei controlli di vigilanza entro Bankitalia), smentendo Visco e Profumo, perché provano che le carte segrete sui derivati scoperti solo ieri dall'onesto successore di Mussari, Fabrizio Viola, nei cassetti di MPS, in realtà erano in possesso di Bankitalia sin dall'ispezione da questa eseguita in MPS da Maggio ad Agosto del 2010, nei cui verbali si menziona esplicitamente gli inopportuni contratti derivati con Deutsche Bank e Nomura Bank. Draghi e Tarantola addirittura collusi, insomma, secondo Dagospia?
Ai contribuenti col cui denaro è stato salvato il Monte, ma anche ai suoi defraudati azionisti e ai suoi tartassati dipendenti, su cui l'attuale management scarica il danno (licenziamenti, tagli stipendiali, costrizione a collocare prodotti discutibili), è dovuta un'azione risarcitoria verso le persone fisiche e giuridiche colpevoli e beneficiarie delle malefatte che via via emergono. Banca d'Italia potrebbe essere chiamata a risarcire per il suo mancato intervento a seguito della strana operazione Antonveneta e dei risultati dell'ispezione del 2010. Ma forse anche il Comune e la Provincia di Siena e la stessa Fondazione dovrebbero rispondere, per culpa in eligendo et vigilando: colpa nello scegliere e nel mantenere, omettendo la dovuta vigilanza, nonostante i segnali di allarme, quel certo management. Anche il PD potrebbe essere tenuto a risarcire, qualora si accertasse che la scelta di Mussari si debba a suoi organi centrali – cosa plausibile, dato che Mussari andava a compiere affari di dimensioni nazionali.
Sarebbe opportuno estendere, almeno per il futuro, mediante legge, la responsabilità per omessa vigilanza e omessa ispezione anche a Bankitalia e ai soggetti che la partecipano, solidalmente, così saranno motivati a tenere gli occhi doverosamente aperti anziché amichevolmente socchiusi. Non dovrebbe avvenire ciò che avviene in questi giorni, ossia che da un lato si svela quanto marcio e inaffidabile vi è nei conti di MPS, e dall'altra Banklitalia dichiara che i conti vanno bene e autorizza il prestito di 4 miliardi con denaro pubblico, senza poter valutare il rischio. Ma come fa Visco ad affermare che i conti siano a posto, in questa situazione? Per verificare la corrispondenza dei bilanci alla realtà, ci vorrebbero mesi di due diligence, bisognerebbe controllare tutti i contratti in tutti gli armadi, anche i contratti segreti come quello con Nomura, e verificare anche tutti i bilanci delle singole filiali, cosa che Visco non ha fatto, quindi non può dire certe cose.
Se potessi, se fossi nel PM di Siena, indagherei altre tre ipotesi: -se e come il valore di Antonveneta sia stato gonfiato ad arte per giustificare da parte di MPS un esborso multiplo del suo valore; il gonfiaggio può essere operato con diversi strumenti: nascondimento delle sofferenze, erogazioni-cartolarizzazione di liar loans, contratti derivati truffaldini, dolo della società di rating incaricata della stima;
-chi, dal 2006, ha organizzato un sistema di erogazioni facili di mutui del medesimo tipo in MPS, che poi sono stati cartolarizzati a lunghissima scadenza e rifilati ai risparmiatori (vedi Casaforte); andrei a ricercare le correlazioni tra i mutui non regolarmente paganti (anche quelli sospesi e quelli non contabilizzati come tali, che sono molti), i funzionari che li hanno autorizzati, i collegamenti di questi funzionari coi dirigenti, gli intermediari finanziari e immobiliari dei mutui in questione, e gli azionisti importanti del periodo;
-se sia stato gonfiato a suo tempo anche il valore di Banca Agricola Mantovana, per farla pagare sensibilmente più di quanto valeva sempre a MPS; e se parte del prezzo pagato sia finito a terzi beneficiari, eventualmente anche a magistrati civili che respinsero i ricorsi contro la trasformazione di Banca Agricola Mantovana da cooperativa in spa – trasformazione necessaria per poterla vendere a MPS: qui a Mantova, infatti, circolavano al tempo voci sospette.
MPS, con l'assemblea del 25 Gennaio 2013, deliberando di non procedere alle azioni risarcitorie verso il precedente management e i suoi corresponsabili, ha dimostrato di non operare in discontinuità dal passato, di essere ccondizionato da poteri retrostanti, di non voler scoprire i colpevoli e i beneficiari delle colpe, di voler scaricare i danni sui dipendenti, sui clienti (con le solite politiche sempre più aggressive), sullo Stato finanziatore... a proposito, i 4 miliardi prestati dal governo Monti, sono stati prestati sulla base di un bilancio inattendibile perché non tiene conto dei contratti derivati segreti (vedi Alexandria) e perché continua a non registrare sofferenze sui crediti, che vengono tenute a partitario. Quindi è un prestito concesso illegittimamente, senza due diligence sul prestatario, basandosi un bilancio evidenziante perdite per 4,7 miliardi, oltre a quelle non dichiarate. Un'operazione molto “politica”, altro che governo tecnico, altro che professori! E Viola stesso, il nuovo direttore generale di MPS, ha detto che bisogna rettificare i bilanci passati! Per inciso: i Monti-bonds sono un prestito a tasso eccessivo (9%), senza vincoli di impiego per la banca, e per giunta convertibile in azioni qualora MPS abbia difficoltà a rimborsarlo (lo Stato perde il credito e diventa azionista di una banca dal valore molto, molto dubbio), mentre i Tremonti-bonds erano un prestito a tasso sostenibile, ma con vincoli di impiego in favore delle pmi, dell'economia produttiva, e non convertibile in azioni – e questa differenza specifica riflette la differente qualità umana ed etica tra un Monti e un Tremonti, al di là di tutto ciò che può essere rimproverato a quest'ultimo.  E come farà MPS, impoverito e indebitato, coi clienti che ritirano i depositi,  a pagare 360 milioni l’anno di interesse sui Monti Bonds (4 miliardi x 9%)? C’è un forte rischio di una crisi debitoria del Monte già nel breve periodo. Nel qual caso chi oggi ha dato il via ed elargito assicurazioni dovrà essere chiamato personalmente a rispondere.
Il PM senese che indaga Mussari e altri per lo scandalo Antonveneta pare sappia i nomi dei beneficiari della quota di 2,6 miliardi, poi scudata, ma che li voglia rivelare solo dopo le elezioni, per non influenzarle – evidentemente, si tratta di soggetti della politica italiana, o ad essa legati, e/o legati al Vaticano e/o a capitali “calabresi”. Con le rivelazioni post-elettorali, però, il PM delegittimerà il nuovo parlamento, perché gli elettori voterebbero diversamente, se informati. Inoltre, immaginate come potrà essere la formazione di una nuova maggioranza, sotto la spada di Damocle di quelle rivelazioni incombenti. O forse si vuole usare quell'informazione proprio come strumento di minaccia per condizionare la politica? O Mario Draghi? O la finanza cattolica, visto che il Banco di Santander era rappresentato, in Italia, dall’ex presidente dello Ior, Gotti-Tedeschi?
Monti afferma che MPS era dominato dal PCI-PD – affermazione ovvia, anche se dimentica le altre componenti politiche compresenti. Aggiunge che l'Italia ha visto troppe commistioni tra banking e politica – affermazione grottesca, in bocca di uno che è stato imposto come premier dal mondo bancario, a meno che fosse diretta solo a banchieri e politici italiani, e che per contro riconoscesse il diritto dei banchieri stranieri a occuparsi di politica italiana, come appunto hanno fatto nominando lui. Bersani e D'Alema, con angolazioni diverse, affermano che il PD ha fatto il PD e non la banca, quindi non è responsabile. Gli uomini del PD in Fondazione erano sì la maggioranza, ma nominati non dal PD, bensì dagli amministratori locali eletti dai senesi. E nel PD vi sono sicuramente militanti disposti a credere che i titolari del PD lascino che la direzione della terza banca nazionale, fonte di finanza su scala nazionale per il partito, sia scelta in tutta autonomia dagli elettori di una cittadina di 55.000 abitanti. E che sia puramente casuale tutto ciò che, poi, questi gestori della banca hanno fatto e dato per il Partito, e che ora viene alla luce dei mass media... D'Alema, dal canto suo, si contraddice in modo buffo allorché, oltre a negare che il PD faccia banking, rivendica al PD l'iniziativa di sostituire Mussari e Vigni: se il PD ha questo potere, vuol dire che è il dominus di MPS! Questa affermazione non è solo contraddittoria con la precedente (che il PD faccia il PD e non il banchiere), ma è anche oggettivamente falsa, nel senso che è falso che il sindaco di Siena o il PD abbia di sua iniziativa cacciato Mussari e Vigni subito dopo aver scoperto la loro mala gestio: infatti, erano anni che si sapeva del loro mismanagement, della porcata con l'Antonveneta, dei mutui fraudolenti. Mussari fu scaricato come si scaricano le teste di legno quando si bruciano e si è costretti a scaricarle. Fu scaricato dopo che io stesso ebbi pubblicato, il 29.06.11, nel mio sito www.marcodellaluna.info, l'articolo “Ora si salvi MPS” (http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=8537) in cui descrivevo i mali di MPS, le sue sofferenze non dichiarate, le criticità dell’acquisizione di Antonveneta, preannunciavo lo scandalo. E fu scaricato perché si sapeva che le carte compromettenti erano già in mano a Report e ad altri. E a Report non le aveva certamente portate il sindaco, né D'Alema, né Bersani! Probabilmente gliele aveva portate qualche consigliere della Fondazione disgustato o scontentato.
 Però i banchieri italiani – comproprietari (“partecipanti”) di Bankitalia!- vollero e tennero Mussari come presidente dell'ABI persino dopo la sua uscita da MPS. Lo vollero e lo confermarono pur sapendo quanto sopra e pur sapendo dei procedimenti penali. E' dal 6 maggio 2012 che Report aveva dato notizia anche dell'affaire Alexandria. In quella puntata emerse da fonti interne a MPS che in MPS si operava extracontabilmente, con fondi neri esteri, con brokers occulti esteri, per beneficiari pure occulti, assumendo rischi altissimi e irregolari (http://www.report.rai.it/dl/docs/1336333767662monte_dei_fiaschi_report_pdf.pdf), e che questa era una prassi. E già nel 2010 l'ispezione di Bankitalia aveva rilevato serie “criticità” operative del Monte, ma non era affatto intervenuta. Ordunque, se l'ABI lo nominò suo presidente pur sapendo che cosa bolliva in pentola, delle due l'una: o far quelle cose è normale in quell'ambiente, oppure, più probabilmente, fu una o più forze esterne, politiche o istituzionali, a imporre la sua nomina. Forse, con lo scopo che blindasse o coprisse l'operazione, la quale non era finita con l'acquisto di Antonveneta e il pagamento di circa 15 miliardi di cresta su 17.
La seconda parte dell'operazione si capisce che doveva consistere nel togliere di mezzo la maggioranza assoluta di MPS detenuta dalla Fondazione (cosa realizzata con 3 aumenti di capitale), nel confezionare MPS con una finzione di saldezza e redditività (cosa realizzata nel bilancio 2011 col ricorso a derivati e a una politica di budget molto aggressiva), per giustificare un suo acquisto a prezzo gonfiato da parte di altra banca (si parla di BNP), con relative creste. I derivati consentono di realizzare un beneficio immediato (togliere un debito dal bilancio o incassare una somma come anticipo su prodotti preventivati) in cambio dell’assunzione di un rischio di importo maggiore o multiplo. In particolare, hanno consentito di togliere dai bilanci i debiti scomodi trasformandoli in scommesse con altre banche, cioè da passività certe di, poniamo, 100, in una scommessa di, poniamo, 200. Se chi scommette perde, poi, d’improvviso, i debiti rispuntano all’improvviso. Ma nel frattempo hai già venduto la banca, sicché la passività moltiplicata è a carico del compratore. Questa cosa si può fare non solo con le società commerciali, ma anche con gli Stati e il loro debito pubblico. Così la Grecia, mediante contratti derivati con l’intervento di Goldman & Sachs, ha “ristrutturato”, cioè trasformato in scommessa differita, il proprio debito pubblico, migliorando il rating, acquisendo una forte liquidità e ampliando la spesa pubblica e l’indebitamento verso banche tedesche e francesi. Poi ha perso la scommessa – come di solito avviene in questi casi, dato che l’algoritmo del contratto derivato viene studiato dagli ingegneri finanziari di una delle due parti della scommessa – e di conseguenza sono andate in crisi le banche tedesche e francesi che avevano in portafoglio il debito greco. Allora l’Italia europeista è intervenuta, e con nuove tasse, per aiutare la Grecia a pagare il suo debito. Con queste tasse, l’Italia mette anche a posto i suoi conti pubblici, e tira su il proprio rating, quindi si rifinanzia a migliori condizioni, colloca meglio il proprio debito pubblico, nel breve termine; però deprime la propria economia, sicché nel medio-lungo termine prevedibilmente avrà difficoltà a onorare i propri titoli, sicché scoppierà una nuova crisi, che costringerà a nuovi interventi di emergenza e cessioni di sovranità nazionale, sempre sotto la guida di uomini di Goldman & Sachs, e via così verso l’”integrazione” europea. Potere degli strumenti finanziari!
 Infatti in Europa si è affermato proprio questo tipo di business finanziario: svuotare un'impresa della sua ricchezza reale, farne un bidone indorato truccando bilanci e rating, metterle un nuovo amministratore pulito (Viola era pulito, anche se non era un abile risanatore, avendo fino al giorno prima gestito la Banca Popolare dell'Emilia Romagna con risultati pessimi), poscia rivenderla con sovrapprezzo (destinato a spartizione) ad altra impresa, la quale di conseguenza si destabilizzerà e diverrà un bidone da cosmetizzare e sbolognare al medesimo modo. Anche la Banca Antonveneta era stata svuotata, riempita di bad credits, indorata e venduta con accorgimenti per gonfiarne il prezzo. Venduta a MPS, che poi è stata destabilizzata appunto da questo bidone indorato. Qualcuno però, divulgando nel 2011 le informazioni sul reale stato di MPS, ha rotto le uova nel paniere proprio poco dopo che era stato depositato l'ingannevole bilancio dell'anno 2010, riportante una forte crescita dell'attivo, ovviamente al fine di far pagare MPS molto più di quanto valeva effettivamente e ripetere il giochetto. (MPSA ora dichiara sofferenze per 17 miliardi, ma vi sono anche sofferenze non dichiarate per mancanza del denaro necessario a costituire i fondi relativi, e anche sofferenze mascherate mediante le sospensioni dei mutui).
Ormai, l'operazione di vendita di MPS con sovrapprezzo è abortita e bruciata. Però a questo punto i dipendenti dell'antica banca dovrebbero svegliarsi, valutare tecnicamente il nuovo management cosi come hanno imparato a valutare il cliente che chiede fiducia, e rendersi conto che a un salasso di 15 miliardi e passa non può rimediare lavorando qualche ora gratis, rinunciando al premio di produttività, abolendo i gadget, chiudendo sedi, demansionando o scivolando i colleghi, e spremendo la clientela con polizze che danno alla banca un guadagno upfront fino all'8%, né coi prestiti SOV a 4 mesi (ufficiosamente) rinnovabili, che daranno luogo a cause per usura ( o a nuovo contenzioso). Spremere la clientela non paga, bensì affossa, analogamente a spremere la nazione con le tasse del Montismo, che servono a rendere apparentemente sano il btp, ma uccidono l'economia reale che lo dovrà rimborsare. Non è più tempo nemmeno di debustisiani contratti For You. Finché non ripristineremo un livello fisiologico di liquidità nel paese, invece che dissanguarlo, continuerà il calo di consumi, investimenti, produzione, occupazione. E l'aumento delle insolvenze e delle morti aziendali.
 Gli oltre trentamila montepaschini possono risanare la loro azienda solo unendosi e coordinandosi per dare al PM di Siena tutte le informazioni utili, e per promuovere un'azione giudiziaria per il risarcimento dei danni contro la Fondazione e i suoi consiglieri, contro i managers vecchi e nuovi, contro chi ha lucrato dalle operazioni scorrette, contro le autorità di vigilanza che non sono intervenute come dovevano. Per chiedere sequestri conservativi, in civile e in penale, onde assicurarsi il risarcimento. Bersani, il 26 Gennaio 2013, minaccia: “Se Lega e PDL attaccheranno il PD su MPS, li sbraneremo”: con che denti? Coi democratici denti dei PM collaterali? Ma ci sono ancora? Oppure è una minaccia rivolta ai magistrati senesi? Oppure ancora è un preavviso di chiamata in correità di un sistema politico che, trasversalmente e sistemicamente, lucra abusando del suo controllo sulle banche, operato via fondazioni bancarie? Non credo che Bersani minacciasse di rievocare il dissesto delle due banchette della Lega, la Credieuronord e il Credito Cooperativo Fiorentino, perché si tratta di valori irrisori rispetto alla ventina di miliardi del buco MPS; ma soprattutto perché, in quei due casi, non vi fu un governo amico a turare con soldi del contribuente i buchi fatti dai politici, e perché, cosa ancor più importante, in quei casi le indagini giudiziarie sono state fatte e non sono state inibite dall'alto. E non dimentichiamo che i dirigenti della Lega hanno subito chiesto scusa e messo mano alle loro tasche per ripianare i buchi della loro banca: Bersani, D'Alema, Ceccuzzi e compagni seguiranno il loro esempio? 

27.01.13 Marco Della Luna



DINAMICHE DI RIVOLUZIONE PSICOLOGICA SOCIALE POLITICA



CONFERENZA SCIE CHIMICHE SAN MAURO TORINESE - ANTEPRIMA


La conferenza integrale verrà pubblicata nei prossimi giorni


DELLA PERDUTA SOVRANITA' - MARIO CONSOLI

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ASCOLTATE E DIFFONDETE!!!

SOVRANITA': LA PAROLA PIU' IMPORTANTE PER GLI ITALIANI.
DOVREBBE ESSERE SCRITTA SU TUTTI I MURI DELLE CITTA', 
INSEGNATA A SCUOLA, CANTATA DA MUSICISTI, 
STAMPATA E APPICCICATA OVUNQUE POSSIBILE... 

E DIVENTARE UN SALUTO DA RIPETERE  PIU' VOLTE AL GIORNO 
" BUONA SOVRANITA' " 
" BUONA SOVRANITA' " 
" BUONA SOVRANITA' " 

Elia Menta

domenica 27 gennaio 2013

USA: RITIRATI 114 MILIARDI DI DOLLARI DURANTE LA PRIMA SETTIMANA DI GENNAIO


La Federal Reserve, la Banca Centrale degli Stati Uniti d’America, riporta quello che è il più grande un ritiro di depositi dai conti bancari della nazione americana, un deflusso massiccio di fondi che non si vedeva dall’11 settembre 2001.
La prima settimana di gennaio 2013 ha visto 114 miliardi dollari ritirati dalle 25 più grandi banche degli Stati Uniti, abbassando i depositi a 5.370 miliardi dollari, secondo i dati della FED.

Gli analisti finanziari suggeriscono che questo massiccio movimento finanziario potrebbe essere legato alla fine del cosiddetto ‘Transaction Account Guarantee Program’, che aveva la scadenza il 31 dicembre 2012, programma di protezione per i correntisti su un eventuale fallimento della propria banca. Questo programma era stato creato a seguito della crisi del 2008 per rafforzare la fiducia nel sistema bancario e garantire la stabilità e la liquidità dei clienti con grandi depositi.


DISCORSO SUL DEBITO - THOMAS SANKARA

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DIPENDE DA NOI



sabato 26 gennaio 2013

"CHI SA CHE COSA E' GIUSTO SI COMPORTA ANCHE IN MODO GIUSTO" - LA FILOSOFIA DI SOCRATE

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ELEZIONI 2013: IL SISTEMA HA GIA' SCELTO




Vedo ancora molti deficienti che mi dicono che per cambiare il sistema bisogna andare a votare; io rispondo semplicemente che il sistema ha già in Grillo, Berlusconi, Monti e Bersani il maggior numero di votanti, pertanto è impossibile cambiare il Sistema (chi voti voti sempre lì vanno a finire i voti).
Invece ho fatto anche un video dove vi dico di rimanere tutti dalla Dx alla Sx fuori le scuole senza entrare a votare, perché in questo modo oltre alle TV che ne parleranno su tutta la linea, assisteremmo al crollo POLITICO e del Sistema. Innanzitutto faranno, dopo un po’, elezioni gestite dai Militari e non sarà più possibile la candidatura di Monti, Berlusconi, Bersani, Grillo e tutti gli altri, e pertanto  già un grande passo in avanti, dopodiché si presenteranno tutte quelle forze politiche nuove che vorranno la Moneta Pubblica e la chiusura delle frontiere, con l'abbattimento della moneta Privata perno di tutto l' ex Sistema.
QUESTA è la vera Politica per uno Stato di Diritto altro che chiacchiere di Grillo e il resto della banda con i loro referendum e Costituzioni modificate (a loro vantaggio).

Diodato Calvo

L'ITALIA E' UN PAESE DA DISTRUGGERE - SIAMO NELLE MANI DI UNA BANDA DI TRUFFATORI

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venerdì 25 gennaio 2013

L'ITALIA PUO' FALLIRE: ORA ANCHE PER LEGGE!



Esistono chiari segnali che ci informano che la ristrutturazione del debito pubblico italiano, non è affatto una ipotesi impossibile. Anzi, a dirla tutta, le probabilità che ciò avvenga aumentano di giorno in giorno con l'aggravarsi della crisi economica, che tende a rendere sempre meno sostenibile il debito pubblico. Debito, che ha sforato il tetto dei 2000 miliardi, con un trend in notevole ascesa soprattutto nell'ultimo anno, dove il debito pubblico, nonostante la spremitura di tasse operata da parte del governo Monti, è cresciuto di oltre 100 miliardi di euro.
E' evidente che, al netto di quanto viene rappresentato dai media e dai nostri governanti a proposito della sostenibilità del nostro debito pubblico, esiste certamente un buon numero di ragioni per essere abbastanza preoccupati sulla possibilità che possa verificarsi un evento creditizio. E tale preoccupazione nasce da una semplice consapevolezza: il debito pubblico italiano, nella sua connotazione attuale, è difficilmente ripagabile. Questa consapevolezza, aumenta con il protrarsi di questa crisi che sembra inasprirsi sempre più.

Il timore di un evento creditizio sul debito sovrano italiano, è confermato proprio leggendo un comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il n. 186 del 19/12/2012, nel quale si legge espressamente: "E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 18 dicembre 2012 il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 dicembre 2012, con il quale è stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2013, le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno saranno soggette alle clausole di azione collettiva (CACs). Il decreto precisa che per nuove emissioni si intendono quelle la cui prima tranche è emessa a partire dal 1° gennaio 2013. L’introduzione delle CACs nei titoli di Stato, obbligatoria ai sensi del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità segue lo schema approvato dal Comitato Economico e Finanziario dell’Unione Europea. Fanno parte integrante del decreto due allegati, il primo dei quali (allegato A) riporta le clausole per tutti i tipi esistenti di Buoni del Tesoro Poliennali, inclusi quelli indicizzati all’inflazione (BTP€i e BTP Italia), e di Certificati di Credito del Tesoro, inclusi quelli zero-coupon (CTZ). L’allegato B, invece, riguarda eventuali emissioni di titoli aventi caratteristiche differenti o di diversa tipologia rispetto a quelli citati,. Le CACs saranno introdotte anche per le emissioni sui mercati internazionali. Le CACs hanno impatto anche sull’attività di stripping così come prevista nel nuovo decreto ministeriale, anch’esso del 7 dicembre 2012, in quanto non vi sarà fungibilità tra componenti separate di titoli soggetti alle CACs e componenti separate di titoli non soggetti alle dette clausole."

Il significato di questo comunicato, lo spiega un ottimo articolo di Pasquale Marinelli, pubblicato sul suo Blog: "Ebbene, eccovi un’interessante notizia. Da quest’anno, come stabilito nel trattato che istituisce il fondo salva stati (ESM), tutti i paesi europei sono obbligati ad applicare le Clausole di Azione Collettiva (CAC) sui propri titoli di debito pubblico di nuova emissione. Leggete qui il comunicato del ministero del'economia e delle finanze.Cosa sono le CAC? Esse sono postille (vere e proprie clausole vessatorie) previste sui nuovi titoli di stato di durata superiore a 12 mesi, emessi da ogni paese europeo aderente all’ESM (leggi qui il trattato), con la prima cedola scadente a partire dalla data del 1 gennaio 2013. Le CAC regolano la possibilità, per uno stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano, di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. Gli accordi europei prevedono espressamente che l’emissione di titoli di debito pubblico con le CAC non deve superare il 45% del totale emesso in un anno (leggi qui le linee guida del dipartimento del tesoro, sulla gestione del debito pubblico del 2013).In pratica, “grazie” al trattato che istituisce il fondo salva stati (a cui anche l’Italia ha aderito), BOT e BTP non saranno più garantiti dallo Stato. Ogni paese europeo, infatti, potrà legittimamente rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori, facendo saltare all’aria gli accordi originari divenuti per esso insostenibili (un po’ come già accade in Italia con la previdenza sociale; passano gli anni e lo stato modifica continuamente le condizioni per andare in pensione, facendo subire un danno al contribuente il quale vede sempre di più allontanarsi il giorno in cui poter accedere alla pensione e sempre più diminuire la sua entità).Il limite di emissione del 45% è sicuramente una tutela affinché la maggior parte dei titoli di debito pubblico di nuova emissione resti garantito così come lo sono sempre stati. Ma io non ci conterei troppo; quanto tempo passerà affinché tale limite venga modificato e aumentato, fino ad avvicinarsi al 100%? Che grado di affidabilità avrebbero questi titoli nei confronti degli investitori, di cui lo stato emittente può cambiare le condizioni iniziali di sottoscrizione, quando e come più conviene ad esso? Certo, il rendimento di questa nuova tipologia di titoli pubblici sarebbe più alto rispetto a quelli tradizionali, proprio perché in essi sarebbe insito il rischio di ricontrattazione in negativo da parte dello stato, in caso di default. Ma se ciò è espressamente previsto in queste CAC le quali, per legge, possono essere aggiunte ai titoli di debito pubblico di nuova emissione, allora questo trattato sfaterebbe il secolare mito, secondo il quale investire in titoli di stato sarebbe un investimento sicuro. In definitiva, dal 2013 il fallimento di uno stato è previsto per legge.Noi, umili blogger studiosi dei fenomeni economici, sono anni che mettiamo in allerta le famiglie risparmiatrici circa il fatto che i titoli pubblici non sono sicuri come ci hanno sempre insegnato, che gli stati come l’Italia sono a rischio di fallimento. Ci è stato sempre replicato (soprattutto dagli economisti, quelli sapientoni) che un soggetto statale è un’entità troppo grande per fallire e non garantire il proprio debito. Ma allora, se così fosse, perché prendere l’iniziativa di adottare queste clausole che, di fatto, pongono gli stati in una posizione privilegiata rispetto all’investitore, in caso di rischio? A quale rischio lo stato si cautelerebbe, grazie all’adozione di queste clausole, se non a quello di finire con le gambe all’aria? Visto che la legge è la legge, da oggi è certo, lo possiamo dire tutti (anche quegli economisti sapientoni) che i titoli di debito pubblico non sono titoli da investimento sicuro e che uno stato può fallire. Adesso lo dice anche la legge!"

Quindi, in buona sostanza, con l'adozione di tali clausole (CAC), diventa legge la possibilità di ristrutturare il debito sovrano (default).
La Clausola di azione collettiva e’ stata finora inserita e attivata retroattivamente nella prima ristrutturazione del debito pubblico della Grecia in mano ai privati. Allora, marzo 2012, le adesioni degli investitori avevano toccato l’85% dei titoli oggetto della ristrutturazione contro una soglia minima del 95%, che fu raggiunta proprio attivando la Cac che, fissando un quorum di maggioranza tra i possessori dei bond ellenici oggetto della ristrutturazione, estendeva l’obbligo di adesione, e di perdite, anche a coloro che non avevano aderito alla proposta.
Secondo alcuni analisti, è ancora presto per determinare gli effetti dell’introduzione della Cac sul mercato del debito pubblico. La presenza di questa clausola, potrebbe determinare una modesta segmentazione nei rendimenti dei titoli di stato collocati da uno stato dell’Eurozona.
Quelli emessi fino al 31 dicembre 2012, dovrebbero, almeno sul piano teorico, offrire rendimenti leggermente inferiori a quelli di nuova emissione, in quanto questi ultimi incorporano un elemento coercitivo di rischio nel caso di ristrutturazione del debito.

Paolo Cardenà  
 24 Gen 2013 

IL BACIO DELLA PANTOFOLA



Risposta di Alex Focus a Guglielmo Bozzolini candidato alle politiche nelle liste del SEL (il partito di Vendola, per capirci)

Caro Bozzolini, forse non sai che, dal 1992 sul Britannia (ministero viaggiante della Perfida Albione, altresì detta Inghilterra) è partita una guerra senza quartiere all'Italia (in realtà molto prima, con l'invasione franco-piemontese del Regno Duosiciliano da parte delle carignanesche carogne sabaude e la sanguinosa annessione al regno "italiano"). 

Il "bacio della pantofola" (cioè il tradimento a favore della regina Elisabetta) fu omaggiato da veri e propri delinquenti come Monti, Draghi, Prodi, Amato, Cipolletta, Napolitano, Tremonti, Berlusconi e tanti altri che hanno ben vissuto sulle nostre spalle, mentre distruggevano l'IRI, il manufatturiero (con lo spostamento delle risorse dalla produzione di beni e servizi alla speculazione finanziaria), la delocalizzazione all'estero di produzioni italiane, il signoraggio (un furto che assomma, forse, a 100'000 miliardi di euro), l'evasione delle banche italiane (4'180 miliardi di € sugli utili di 15'200 miliardi di euro, solo negli ultimi 11 anni), l'aumento delle tasse fino al 45-55% ad un popolo che ha già uno stipendio del 78% inferiore ai tedeschi e francesi.

L'Italia si sta inginocchiando (si sono chiuse 635'000 imprese nel primo anno di s-governo Monti): tu che faresti, in pratica, per farla rialzare?

In attesa di una risposta (per capire perchè ti dovremmo votare o pubblicizzare)


Tanti saluti


AlexFocus