lunedì 30 aprile 2012

UNA SOCIETA' MARCIA E BASTARDA CHE DEVE SOLO MORIRE

Ascolto adesso dal TG di un povero disgraziato licenziato a cui hanno anche pignorato la casa. Risultato: si è suicidato. L’ennesimo.

Ecco come questi criminali hanno ridotto il nostro paese, strangolato dall’usura internazionale, messo sotto dittatura da un pugno di banksters, con la complicità di tutti i partiti, da sempre camerieri dei banchieri.
Queste sono le reazioni, autolesive, del nostro povero popolo.

Se qualcuno spera che andando avanti di questo passo possa determinarsi una reazione a furor di popolo, se lo scordi. Non solo per il potenziale raggiunto dalle forze di polizia e di repressione, dai Servizi, dai Mass media e quant’altro, ma per il semplice fatto che non c’è più POPOLO, in particolare i GIOVANI quelli preposti, da sempre, a sostenere generosamente le rivoluzioni.
Cosa credete, che 50 anni di alienazione mentale siano passati indolore? Spettacoli televisivi demenziali, calcio per  beceri e degenerati mentali, discoteche, sballo e droghe di vario tipo, musica per alienati mentali, sesso facile fin dai 12 anni, e tanto altro, e poi consumismo, fin dalle elementari dove i bambini vogliono QUELLA marca di scarpe perchè “c’è l’hanno tutti” e le bambine vengono vestite come alla Barbie, ovvero come tante prostitute in erba.

Insomma una vita assurda, del tutto virtuale, che ha distrutto le famiglie, laddove tutti hanno presenti le soap opere e le telenovele che gli fanno saltare i parametri di riferimento, portandoli dopo un paio di anni di matrimonio a cercare nuove avventure, dove i genitori all’americana sono chiamati “i vecchi” e i genitori sono tutti contenti di essere “amici” dei figli, e tanto altro ancora. La lista è lunga, pietosa.

A questo ci hanno ridotto e aggiungendoci anche, non a caso, il pompaggio della società multietnica, per distruggere ogni residuo di cultura, di tradizione, di retaggio peculiare del nostro popolo.  Stante così le cose chi volete che si ribelli ? Al massimo qualcuno potrà dare l’assalto ai negozi per razziare l’ultimo prodotto Ipod.

Non è catastrofismo il mio, è la constatazione di una società letteralmente degenerata.
Solo 40 anni addietro, nel bene o nel male, i giovani si riunivano per discutere idee, per creare gruppi politici, per dibattere di futuro e sempre nel bene o nel male, ritenevano di offrire un loro impegno esistenziale per far trionfare le loro idee.

Li hanno fatti scannare, grazie agli opposti estremismi: fascismo – antifascismo, comunismo – anticomunismo, li hanno fatti massacrare scientemente, criminali di tutti i partiti e furfanti capetti e ducetti a libro paga dei Servizi. Oggi ogni tanto qualcuno espone la foto di giovanissimi morti assassinati e li esalta per la sua parte, a rischio di far riemergere quella contrapposizione assurda da stadio e sempre mortifera. Tutti andrebbero invece ricordati, di destra e di sinistra, insieme, perché sono tanti, sono morti per niente, e se oggi fossero vivi maledirebbero i criminali che li hanno fatti scannare. Ieri, dicevo, c’era comunque, tra la gioventù, questa realtà viva, oggi andate a vederli, nei loro punti di incontro: giovani letteralmente dementi, privi di ogni cultura, cinici, come cinica è tutta la società, falsi disposti a tutto per il symbol all’ultima moda: per apparire, non per essere.

Sono già vecchi, non servono più a nulla.

Maurizio Barozzi

30 aprile 2012

4 commenti:

  1. Sono d'accordo per 3/4.
    Evidentemente c'è una falla del sistema altrimenti io non starei qui a scrivere e tanti ragazzi non la penserebbero come me.
    Non siamo tutti vecchi.

    RispondiElimina
  2. ...allora ripartiamo dal basso; ad incontrarci e confrantarci uno ad uno...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In che senso "uno ad uno"?

      Elimina
  3. Condivido il primo commento di Roberta e pure il commento anonimo. In realtà l'incontro uno a uno lo stiamo già portando avanti. Non aspettatevi però che ne parli la tv e nemmeno la stampa di regime. L'Italia è un fermento di gruppi, associazioni, movimenti, gente viva insomma. Handicap: ancora divisi sulle stronzate e ancora schiavi di un sistema che ci intrappolato nelle contrapposizioni. Ma i tempi stanno maturando...

    RispondiElimina

Scrivi un tuo commento: