lunedì 30 aprile 2012

LA MONETA SENZA BANCHE

UNA SOCIETA' MARCIA E BASTARDA CHE DEVE SOLO MORIRE

Ascolto adesso dal TG di un povero disgraziato licenziato a cui hanno anche pignorato la casa. Risultato: si è suicidato. L’ennesimo.

Ecco come questi criminali hanno ridotto il nostro paese, strangolato dall’usura internazionale, messo sotto dittatura da un pugno di banksters, con la complicità di tutti i partiti, da sempre camerieri dei banchieri.
Queste sono le reazioni, autolesive, del nostro povero popolo.

Se qualcuno spera che andando avanti di questo passo possa determinarsi una reazione a furor di popolo, se lo scordi. Non solo per il potenziale raggiunto dalle forze di polizia e di repressione, dai Servizi, dai Mass media e quant’altro, ma per il semplice fatto che non c’è più POPOLO, in particolare i GIOVANI quelli preposti, da sempre, a sostenere generosamente le rivoluzioni.
Cosa credete, che 50 anni di alienazione mentale siano passati indolore? Spettacoli televisivi demenziali, calcio per  beceri e degenerati mentali, discoteche, sballo e droghe di vario tipo, musica per alienati mentali, sesso facile fin dai 12 anni, e tanto altro, e poi consumismo, fin dalle elementari dove i bambini vogliono QUELLA marca di scarpe perchè “c’è l’hanno tutti” e le bambine vengono vestite come alla Barbie, ovvero come tante prostitute in erba.

Insomma una vita assurda, del tutto virtuale, che ha distrutto le famiglie, laddove tutti hanno presenti le soap opere e le telenovele che gli fanno saltare i parametri di riferimento, portandoli dopo un paio di anni di matrimonio a cercare nuove avventure, dove i genitori all’americana sono chiamati “i vecchi” e i genitori sono tutti contenti di essere “amici” dei figli, e tanto altro ancora. La lista è lunga, pietosa.

A questo ci hanno ridotto e aggiungendoci anche, non a caso, il pompaggio della società multietnica, per distruggere ogni residuo di cultura, di tradizione, di retaggio peculiare del nostro popolo.  Stante così le cose chi volete che si ribelli ? Al massimo qualcuno potrà dare l’assalto ai negozi per razziare l’ultimo prodotto Ipod.

Non è catastrofismo il mio, è la constatazione di una società letteralmente degenerata.
Solo 40 anni addietro, nel bene o nel male, i giovani si riunivano per discutere idee, per creare gruppi politici, per dibattere di futuro e sempre nel bene o nel male, ritenevano di offrire un loro impegno esistenziale per far trionfare le loro idee.

Li hanno fatti scannare, grazie agli opposti estremismi: fascismo – antifascismo, comunismo – anticomunismo, li hanno fatti massacrare scientemente, criminali di tutti i partiti e furfanti capetti e ducetti a libro paga dei Servizi. Oggi ogni tanto qualcuno espone la foto di giovanissimi morti assassinati e li esalta per la sua parte, a rischio di far riemergere quella contrapposizione assurda da stadio e sempre mortifera. Tutti andrebbero invece ricordati, di destra e di sinistra, insieme, perché sono tanti, sono morti per niente, e se oggi fossero vivi maledirebbero i criminali che li hanno fatti scannare. Ieri, dicevo, c’era comunque, tra la gioventù, questa realtà viva, oggi andate a vederli, nei loro punti di incontro: giovani letteralmente dementi, privi di ogni cultura, cinici, come cinica è tutta la società, falsi disposti a tutto per il symbol all’ultima moda: per apparire, non per essere.

Sono già vecchi, non servono più a nulla.

Maurizio Barozzi

30 aprile 2012

PATTO SEGRETO PREMIATA DITTA MERKEL & MONTI


DI PIETRO C'E' O CI FA?

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ALTRA DENUNCIA A NAPOLITANO. E SE GLI ITALIANI OSASSERO IN MASSA?

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Nel video Orazio Fergnani di Albamediterranea e l'amico Giorgio Vitali Magnifico Rettore di Accademia della Libertà.

domenica 29 aprile 2012

CHI E' GRILLO: UN "GATEKEEPER"?



E’ utile un martello? Risposta: sì, no, forse, dipende. Se uno deve piantare un chiodo, il martello gli serve. Se deve avvitare una vite, e gli passano un martello, dirà che si era spiegato male, come minimo.

Il termine gatekeeper viene usato per indicare chi si mette apparentemente alla testa di un movimento di protesta, fingendo di rappresentare lo scontento ma in realtà dirottando sapientemente la massa verso temi che danno meno fastidio a chi detiene il potere vero. Un esempio di gatekeeping è stata la Lega Nord, che negli ultimi 20 anni ha imbrigliato lo scontento popolare delle regioni del nord Italia ed è riuscita, nonostante il suo peso politico e il suo consenso elettorale, a non far accadere assolutamente niente in direzione del federalismo, come ho scritto nel pezzo "Lega (il) Nord: come imbrigliare e incanalare la protesta".
Altri esempi di gatekeeping possono essere giornalisti, anche bravi in quello che trattano, ma totalmente insensibili ad altri temi importanti, uno per tutti: Travaglio. Preparatissimo su politica e casi giudiziari di Berlusconi, totalmente insensibile e addirittura irrisorio se viene invitato a parlare di signoraggio o di scie chimiche. Siamo tutti d'accordo che non ci si può occupare di tutto, ma almeno non irridere e lasciare aperta la porta del dubbio, ci sarebbe maggiore onestà. Attenzione: il gatekeeper, nelle cose che tratta, non dice falsità, non altera la realtà; solo che distrae abilmente l'attenzione per impedire di far vedere il quadro completo.
Qualche sera fa è passato dalla nostre parti (Padova) Beppe Grillo, e siamo andati a vederlo. Ovviamente grande successo di pubblico, l'uomo sa come fare a tenere viva l'attenzione: informa, diverte, affascina. E su quello che dice, poco da ridire: attacca i privilegi della casta, evidenzia le stupidità dei politici (famosa la citazione della battuta di D'Alema che, non presentatosi in parlamento alla votazione per il condono fiscale, disse che "..nessuno l'aveva informato che era una votazione importante"), fa presa sulla rabbia dei cittadini. E con tutto questo riesce a fare da catalizzatore per un impegno a livello cittadino che vede in prima fila persone che, probabilmente, nella loro vita mai avrebbero pensato di impegnarsi in politica.

Se però pensi a certe uscite ("Ferrara: quel barile pieno di merda"), a certe sue posizioni contro la Chiesa (a favore dell'aborto), alle sempre più numerose fuoriuscite di ex-grillini che denunciano l'assoluto verticismo e negazione di confronto all'interno del movimento, ti viene il sospetto che il nuovo che avanza non sia poi così la panacea di tutti i mali della politica, anzi. Un agitatore di popolo che con il confronto ordinato e la dialettica democratica non sembra avere troppa familiarità.

Per non parlare della società che cura la sua immagine, quella Casaleggio Associati così piena di personaggi stranamente vicini ai poteri forti, o dell'episodio del microscopio elettronico sottratto a Stefano Montanari (dopo che era stato comprato con una sottoscrizione di fondi proprio per lui, ci sarebbero gli estremi per una class action), pare per il rischio che le ricerche sulle nanoparticelle del ricercatore bolognese andassero a toccare poteri forti, probabilmente militari.

Insomma: così come un martello serve se si devono piantare chiodi, ma non per avvitare viti, così Grillo è utilissimo a risvegliare la voglia di fare di tantissima brava gente che, a livello locale, ha deciso di tirarsi su le maniche, e impegnarsi in prima persona. Bene. Ma la sua utilità, secondo me, finisce lì. Anche perché, come è scritto, "maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger, 17;5).

Alberto Medici 
(Autore del libro INGANNATI, caldamente suggerito)

IL COSTO DI GESTIONE DELLA MONETA FISICA



Il costo di gestione della moneta fisica, ovvero della banconota di carta,  è di gran lunga inferiore a quello della moneta elettronica; chi è quel tendenzioso che dice il contrario? Ovviamente la banconota deve girare libera, fuori dall'attuale sistema bancario, altrimenti il suo costo di gestione diventa quello - altissimo - della moneta elettronica.

Lasciatemi spiegare. 
Stampare una banconota costa 2 €cent, ovvero 0,02€, e la circolazIone della stessa poi non costa nulla; io la passo a te, tu la passi a me..... Ci paghi l'iva e le tasse, ma a parte questo nessuno ci guadagna, nessuno ci lucra. La banconota è solo un utile mezzo per facilitare lo scambio, il baratto; è un mezzo facilitatore, non deve essere una fonte di guadagno per gli intermediari dello scambio, nè essere presente in modo insufficiente diventando fattore limitante degli scambi. 

Ció in effetti accade finchè le banconote girano liberamente e in quantità adeguata, ovvero finchè la banca non ci mette lo zampino. Se io infatti faccio l'errore di depositare la banconota in banca e ritiro al bankomat i miei 100€, la mia banca si tiene 1.5€, ovvero l'1.5%. Se riverso quella banconota in banca e poi la ritiro al Bankomat per 67 volte, i 100€ sono spariti: se li è pappati la banca. E lì possiamo eccepire che pagare il bancario per mettere i soldi nel bancomat ha un costo che devo pagare, ma la giustificazione non regge nel caso delle transazioni bancarie con denaro virtuale: la banca si tiene la sua percentuale, e con una serie di passaggi che non sono neanche tanti si mangia tutto il capitale. Con rischio zero e fatica zero: oggi i software bancari te li tirano dietro, e puoi trasferire milioni con un "click". A Wörgel la moneta indipendente creata dal Comune nel 1932 passava di mano 57 volte all'anno. Gratis.

Vuol dire che, solo il primo anno e poi "a gratis", il costo di ogni transazione era di 0,02 centesimi di € diviso 57 transazioni, 0,00035€  a transazione, ovvero neanche un 3millesimo di quanto mi chiede la banca per fare la stessa operazione. Inoltre, una volta pagati i 2 centesimi di costo della banconota, anche quella briciola non c'è più: l'uso del denaro diventa gratuito, e la banconota è nostra, NON delle banche centrali come accade tuttora, NON a debito com'è oggi. È finalmente nostra, il mondo è finalmente senza debiti. Chiaramente occorre che il denaro in circolazione sia sufficiente, altrimenti siamo obbligati continuamente ad andare in banca o al Bankomat. 
Cui prodest? Alla banca naturalmente, che ci lucra. Ed ha come scusa alla limitazione del circolante adduce l'esigenza di controllare ill circolante per evitare il riciclaggio.

A questo punto dobbiamo spendere due parole sul riciclaggio. Per riciclaggio, "Money laundry" in inglese ovvero "lavaggio di denaro", si intende rimettere in circolo denaro già esistente ma che ha mediato operazioni illecite.
E per azioni illecite uno si aspetta che si intendano cose "brutte", non etiche. Immaginate il traffico di organi dei bambini del terzo mondo, i soldi derivati da furti, dalla vendita d'armi, dalla vendita di droga pesante a minorenni, dal finanziamento illegali dei partiti, dai furti della Tav, dai furti della Casta, i furti della Chiesa.....

Invece nel capitolo "riciclaggio" sono compresi soprattuttoi soldi "in nero", ovvero derivati da normalissime transazioni commerciali che non vogliono sottostare alla manovra di rastrellamento di denaro del Bankiere, al pizzo di Agenzia Entrate ed Equitalia che lo appoggiano. E vengono quindi equiparati a soldi derivati da attività criminali, e l'evasore viene dipinto dai media come un criminale. Quando invece il criminale è il banchiere, il politico-banchiere che ha invaso il vertice del potere ed ha come unico scopo il saccheggio di Stato e Popolazione.

Ma i monumenti si fanno ai soldati morti per le banche credendo di morire per la patria, non ai disertori che saggiamente si rifiutavano di sparare a degli sconosciuti per far piacere ai padroni, e così ora sui giornali - tutti di potere- finiscono In prima pagina con onori e gloria i paladini del sistema mafio-politico-finanziario, mentre nella cronaca nera ci finiscono i coraggiosi che hanno le palle di ribellarsi al furto statale di denaro, quelli che e per sopravvivere evadono l'estorsione - pardon-le tasse.

Una cosa peró da puntualizzare sul riciclaggio è che vi è un riciclaggio a monte della creazione del denaro, ed è insito nella creazione del denaro.
Tutto il denaro infatti è da considerarsi riciclato dal momento della creazione, in quando derivante da un'attività criminale legalizzata grazie a infiltrazioni bancarie nei vertici politici che permettono all'organizzazione ologarchica delle banche centrali di creare denaro in proprio in cambio di Titoli di Stato, ovvero dei titoli che indebitano le Nazioni per sempre, con un meccanismo che si autoalimenta, è insolvibile, e finisce per mettere in ginocchio le Nazioni.

All'inizio era l'ex Governatore di Bankitalia che con ovvio conflitto di interessi saliva ai vertici politici. Ora metà dello Staff del Governo è formato da Bankieri che con ovvio conflitto d'interessi depredano lo Stato. Come? Continiando il micidiale meccanismo della creazione di denaro con creazine di debito pubblico (ovvero non riprendendosi la sovranità monetaria), e togliendo liquidità dalla circolazione con la scusa di far quadrare i bilanci statali.

Ma senza denaro in circolazione l'economia non gira!!
Siamo in una grave rarefazione monetaria, semplicisticamente chiamata "deflazione", creata con la scusa di evitare la temuta Inflazione. Ma la virtuosa Euflazione dov'è? Perchè non si mira ad una liquiditá adeguata a soddisfare le esigenze dei cittadini lavoratori in primis? La scaletta dei sacrifici attualmente è: Cittadini, Stato, Bankieri. Dovrebbe essere l'opposto. Sono i Cittadini che dovrebbero avere banconote a disposizione per far girare l'economia. Se è vero che il Money supply è uno stimato €6.000 miliardi, pgni cittadino dovrebbe avere a disposizione, di sua proprietá, 100.000€. Che servono per le transazioni, privi di interessi, privi di costi bancari.

Ma questo le banche lo odiano e il mestiere dell'Usura lo vieta. È per questo che vi vogliono far credere che il denaro elettronico costa meno. In effetti è vero, costa di meno a crearlo, ma oltre a costare mille volte di più la gestione, ha i seguenti svantaggi per il Cittadino: ci tiene controllati a ogni transazione, lucra su ogni operazione; se Draghi, Monti o la Goldman Sachs non ci eroga più il denaro in modo mirato o generalizzato, se si rompe il computer e il bankomat siamo a piedi. E così la banca fá di noi ció che vuole.

Chi se non un bankiere o un servo dei bankiere vorrebbe solo la moneta elettronica?

Antonio Miclavez

29 aprile 2012

GRILLO - WEB MARKETING - SOVRANITA' DELLA RETE

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sabato 28 aprile 2012

PADRI E FIGLI

CHI?

CHIEDITI


MONTI, IMU, DISASTRO IMMOBILIARE

 Il Censis stima che l’IMU produca una perdita di valore degli immobili italiani tra il 20 e il 50%, cioè tra 800 e 2.000 miliardi di Euro, stimando 4.000 il patrimonio ante IMU. E’ come se una serie di bombardamenti avesse distrutto un edificio e un terreno su tre.
Quindi Monti,  ha fatto un danno di circa 1.500 miliardi al patrimonio privato e pubblico del paese, per incassarne 47.
Ha fatto un danno di 2/3 del debito pubblico, senza ridurre il debito pubblico, ma aggravandolo e peggiorando il rapporto tra valore dei risparmi e debito pubblico e privato.
Ha colpito in tal modo l'unico punto forte della situazione finanziaria italiana: il buon rapporto tra debito (pubblico e privato) e patrimonio (pubblico e privato). Davvero un genio dell’economia! Non basta la nomina a Senatore a Vita per alti meriti verso la patria. Merita  un premio Nobel.
 Il danno così cagionato da Monti e da chi lo sostiene non sta solo nella perdita di ricchezza nazionale, perché la svalutazione degli immobili ha ben altri effetti:
 1)rende più difficile e meno fruttuosa la via di ridurre il debito pubblico vendendo il patrimonio immobiliare dello Stato;  2)taglia il valore delle garanzie immobiliari date da imprese e cittadini alle banche, quindi taglia il credito  e l’attività economica;  3)deprime il mercato immobiliare, già depresso da circa cinque anni;  4)fa chiudere i cantieri delle costruzioni in corso, per la ragione al punto 2) e al punto 3);  5)fa chiudere o fallire molte imprese edili, con ricadute negative (insolvenze, cessazione degli ordinativi) sull’indotto e sull’occupazione, quindi anche sugli ammortizzatori sociali;  6)moltiplica la recessione e la rende irreversibile, perché le recessioni e le riprese dei sistemi economici sono guidate e sostenute dal settore delle costruzioni, come ultimamente vediamo nel caso del Regno Unito.
 Possiamo facilmente immaginare che cosa sarebbe successo, che so, a Sarkozy, se avesse fatto una cosa simile alla Francia. Gli italiani, diversamente dai francesi, sono un popolo-materasso. Monti ha coalizzato intorno a sé le forze del privilegio e delle rendite – partiti, banchieri, monopolisti, grandi burocrati strapagati – per portare avanti un politica senza investimenti e senza rinnovamento e senza crescita, di sola recessione, tassazione, disoccupazione e pagamento di interessi agli stranieri e di sostegno alla speculazione bancaria.
 Ma a chi può giova questa sua politica anti-italiana? Solo a un ceto bancario che vuole il paese ridotto in miseria e alla disperazione per far incetta delle sue ricchezze reali a prezzi stracciati e approfittare del bisogno della gente per imporre tagli di diritti e ulteriore sottomissione al capitale di sfruttamento straniero. Solo a un disegno di sottomissione dell’Italia e di altri paesi europei al capitalismo soprattutto tedesco, e di loro riduzione a un ruolo servile di subcontinente europeo, di serbatoio di lavoro a basso costo e bassa qualificazione, a un mercato di sfogo per prodotti di basso prezzo e bassa qualità. La riforma Fornero, in diversi sensi, ne è un assaggio concreto.
E se leggete l’ultimo libro di Nino Galloni, Chi ha tradito l’economia italiana?, avrete la storia, ben documentata, di come gli interessi economici stranieri, sin dagli anni ’60, si sono ingeriti nella politica italiana per bloccare la crescita della nostra economia, il risanamento delle nostre finanze, anzi per sabotarle e porre l’Italia in condizioni di dipendenza.
 Monti può essere in buona fede – non conosco il suo animo, non posso condannarlo– ma di fatto agisce come un Nemico a tutti gli effetti. Se si vuole sopravvivergli, bisogna considerarlo per quello che è e fa, assieme alle forze e ai partiti collaborazionisti, che lo sostengono e lo votano per interesse. Il suo governo sta facendo più danni materiali della precedente occupazione tedesca, quella di cui si festeggiava e ieri la ricorrenza della fine; e, suicidio dopo suicidio, rischia di fare anche altrettante vittime di quella, se lo si lascia andare avanti.
Alle elezioni amministrative, non votate per i collaborazionisti. Non comperate prodotti tedeschi.

 Mantova, 26.04.12

Marco Della Luna

giovedì 26 aprile 2012

LA PRIGIONE DELL'UOMO

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Wilhelm Reich morì in carcere il 3 novembre del 1957. Le sue teore rivoluzionarie sul condizionamento culturale e psichico, sull'energia orgonica, sulle pionieristiche ricerche sul cancro lo resero scomodo ai Piccoli Uomini dell'estblishment della Società Psicoanalitica e del Partito Comunista.
Alla sua morte, dopo un immenso rogo dei suoi libri, anche il suo ultimo manoscritto venne distrutto.

Disse di sè:
"Non so come io possa apparire al mondo; ma a me stesso sono sembrato soltanto un bambino che, giocando sulla spiaggia, si divertiva a trovare, di tanto in tanto, una pietruzza più liscia o una conchiglia più bella del solito, mentre l'immenso oceano della verità si stendeva inesplorato di fronte a me".

By raisingmoon11

GODETEVI LO SPETTACOLO

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AH, QUEL VIZIETTO CHE HANNO IN PARLAMENTO...




Ieri i nostri eroi parlamentari (in massa) hanno approvato, camuffandola bene tra altre leggi in approvazione, la cosiddetta "legge mancia", portando il benefit relativo alla parte dell'indennità spettante ad ogni singolo parlamentare eletto nel suo territorio di competenza da euro 50.000.000,00 a euro 150.000.000,00.

E questo mentre ci sono italiani che si ammazzano per la disperazione. Ma che razza di popolo siamo se ci lasciamo calpestare in questo modo? 

 Elia Menta

LA MASSONERIA E LA CONQUISTA DEL VATICANO


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Filmati da vedere a mente aperta.


mercoledì 25 aprile 2012

FALCE E MARTELLO SONO SIMBOLI MASSONICI



"Falce e martello sono entrambi simboli massonici presenti "nel quadro di loggia" già nel primo grado di iniziazione, quello di apprendista, in forma separata di martello e falce di luna.
La lettura a livello iniziatico è ben diversa da quella exoterica, che evoca un inno alla costruttività sociale e di meccanici e contadini: il martello, strumento che metaforicamente aiuta il muratore-massone a costruire il tempio - la "Grande Opera - assieme ad altri arnesi come la squadra, il compasso, il filo a piombo e la cazzuola, simboleggia il potere, la forza, l'imperialismo, con lo stesso significato del pugno chiuso.
La falce invece è emblema della filosofia, intesa come surrogato assoluto della religione, vale a dire la gnosi degli alti iniziati. L'insieme è programmatico: il potere (Alta Finanza) fondato sulla gnosi della Controchiesa per il Governo Mondiale dell'Umanità".

Tratto da Massoneria e Sette segrete di Epiphanius

LO SENTITE IL PIER CASINI? DIO COME SI ARRAMPICA!

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C'è da chiedersi in quanti man mano che andremo avanti rimarranno folgorati sulla via di Damasco scoprendo il signoraggio bancario. Profezia: saranno tanti, personaggi noti e meno noti che dopo lo sputtanamento dei partiti e dei politici fungeranno da cavalli di Troia per far entrare dalla finestra ciò che mai entrerebbe dalla porta. 
Insomma, le grandi manovre sono già iniziate. 


Seguiteci per evitare di cadere dalla padella alla brace. 

Elia Menta

ITALIA IN SVENDITA. LA BARILLA NON E' PIU' ITALIANA



Dopo la chiusura del glorioso pastificio Antonio Amato di Salerno e la cessione (data per certa) della Barilla a "investitori" stranieri l'Italia perde pezzi importanti della sua tradizione e della sua identità. L'industria alimentare italiana da anni è sotto attacco straniero avendo ceduto, in particolare ai francesi, e con complicità politiche e non solo, la maggiori aziende del settore.


COMPRIAMO SOLO ITALIANO. COMPRIAMO PRODOTTI DI PRODUZIONE LOCALE.


Elia Menta

SOPRAVVIVERE ALLA DISINFORMAZIONE



BLOGGER CHE CON POCHI MEZZI SFIDANO UN SISTEMA INUMANO CHE IMPOVERISCE E SCHIAVIZZA TUTTI NOI

Intervista a Dioniso777 uno dei più informati e autorevoli blogger della rete che attraverso il suo blog fintatolleranza.blogspot.it ha dichiarato guerra alla disinformazione che punta a renderci tutti schiavi ignoranti.
Una guerra fatta di impegno quotidiano e di corretta informazione nel nome della libertà di pensiero e di divulgazione.

D. Ciao Dioniso, è un po' che ci conosciamo e che ci scambiamo notizie e opinioni, ma non ti ho mai chiesto cosa ti ha spinto ad aprire un blog.
R. Mi ha spinto la necessità di poter diffondere quello che conoscevo. Erano anni oramai che leggevo molto, libri e poi blog e varie fonti; saltavo da una fonte di informazione all’altra, ma in ogni giornale e Tg che mi capitava di leggere o di guardare mi ero reso conto che le cose più importanti non venivano trattate, anzi, fanno proprio tutto il possibile perché nessuno nemmeno le sfiori le notizie vere. E quando dico tutti intendo proprio tutti, non salvo nessuno se non i blog in rete. Oggi per esempio Cedolin scriveva sulla presunta violenza avvenuta ieri allo stadio di Genova. Ma quale violenza se agli italiani sputate in faccia ogni giorno e addirittura si ammazzano? Dov’è la violenza sbandierata oggi da tutti i giornali? Ecco cosa leggono e ascoltano le masse. Io sono sicuro che pochissimi sanno che delle tasse che paghiamo per il 44% va a finire nelle tasche della BCE, organo privato e non pubblico, per pagare un debito che è rappresentato esclusivamente da interessi, come scrivevo oggi. Questa è disinformazione: noi come cittadini non siamo informati e di questo possiamo ringraziare giornali e televisione, entrambi finanziati dal popolo cioè da tutti noi.

D. Cosa ti eri prefissato quando sei partito con fintatolleranza.blogspot.it e perché questo nome?
R.  Sul nome dato al blog ho scritto proprio pochi giorni fa, credo meno di un mese. Finta tolleranza è diplomazia, ovvero dire al cagnolino, accarezzandolo, “vieni qui”, e avere già pronto dietro la schiena un bastone col quale bastonarlo. Non sopporto il far finta che dilaga nei modi perbenisti delle masse e anche per questo dobbiamo ringraziare molto i media che promuovono sorrisi a 32 denti nel mentre ti stanno segando le gambe: ipocrisia allo stato puro. E infatti falsità, menzogna e ipocrisia sono i pilastri su cui si fondano le nostre “cattive” azioni quotidiane; ad esempio anche i trader di Wall Street fanno lavori disonesti e banditeschi e lo sanno molto bene, fregano chi è meno arguto di loro ma diplomaticamente fanno finta di essere onesti. Vorrei onestà e sincerità dalle persone e invece vedo sempre questa finzione, questa gigantesca opera cinematografica chiamata società industriale. Voglio far notare che il nome me l’ha suggerito una persona a me vicino, m’è piaciuto subito e l’ho usato. Qui l’articolo completo che ho scritto http://fintatolleranza.blogspot.it/2012/04/finta-tolleranza-perche.html 
Quello che io sogno è solo “essere onesti”. Sbagliate pure, fatene di tutti i colori, ma siate onesti sempre. Dobbiamo scacciare quell’idea diffusa che la persona onesta è buona e viene perciò sempre e solo fregata; essere onesti significa non mentire agli altri ma nemmeno a se stessi, perchè in cuor nostro lo sappiamo tutti cosa è giusto e cosa no. E allora perché vogliamo far finta di niente? Facciamo solo il gioco coloro che ci dominano perchè in questo modo creiamo distanza e diffidenza tra noi, e di questo loro godono e anche tanto!

D. Quali messaggi di informazione corretta pensi siano arrivati ai tuoi visitatori attraverso fintatolleranza?
R. Spero ne siano arrivati tanti di messaggi. Uno per esempio mi è rimasto ben impresso. Ricordo che navigavo ancora sul blog di un quotidiano e vennero fuori, non ricordo a proposito di quale argomento, le scie chimiche; beh, in diversi sbeffeggiavano coloro che erano – giustamente - convinti che non fossero normali voli di linea, e allora mi venne spontaneo incollare questo link: http://fintatolleranza.blogspot.it/2011/04/le-scie-chimiche-non-esistono-allora.html (Se le scie chimiche non esistono, allora gli aerei usano carburanti differenti).
Il giorno seguente ricevetti diverse mail, in particolare mi veniva detto che “accidenti” qualcosa che non andava c’era davvero probabilmente! Infatti, nell’articolo, si vedono due brevi filmati: nel primo la vera scia di condensa che dura pochi secondi e nel secondo le perenni scie bianche che perdurano nel cielo. Altro argomento che in molti non conoscevano è il fatto che delle loro tasse il 44% finisce, attraverso il falso del debito pubblico, nelle tasche delle Banche private, e nemmeno italiane tra l'altro. Per favore non venite poi a dirmi che gli extracomunitari esportano il denaro italiano, perché loro vivono con mille euro al mese mentre le banche succhiano più di cento “miliardi” di euro. Alla volta .

D.Qual'è il risultato di cui sei più fiero?
R. Di sicuro una delle cose che mi rende più fiero perchè mi fa sentire utile agli altri è quella di essere letto da molte persone. Sono partito con il blog nel Dicembre 2010 e, lo ricordo ancora, il primo utente che mi seguì fu canelibero.blogspot. Poi pian piano, soprattutto negli ultimi mesi, sono arrivato a toccare punte di oltre undicimila visitatori al mese e settantadue utenti che mi seguono quotidianamente. Solo quindici anni fa, prima dell'avvento massiccio della rete, era impensabile che tutte queste persone potessero leggere le tue opinioni ed il tuo sapere. Per me, che ho sempre desiderato diffondere le mie modeste opinioni, è come aver scritto un libro che in pochi mesi ha raggiunto una tiratura di 80 mila visite (il contatore l’ho aggiunsi dopo circa sei mesi). E in più posso far conoscere alla gente quello di cui “dovrebbero” essere informati da parte dei giornali e delle televisioni; insomma supplisco ad un servizio pubblico che non c'è e questo è un modo molto speciale di essere utile. Di questo sono molto fiero.

D. Curare un blog porta ad avere una visione più completa e profonda della realtà?
R. Si, senza dubbio. Primo perché inizi a fare ricerche sui temi che vuoi trattare e di conseguenza finisci per imbatterti in notizie completamente nuove anche per te e secondo devo dire che non c'è stato solo un argomento che non ho approfondito da quando gestisco il blog. Vedi, è un po’ come quando racconti a qualcuno quello che hai letto: è vero che informi chi ti ascolta ma alla fine serve più a te che rivedi, memorizzi, rielabori. Se a questo aggiungiamo gli oltre settanta blog e siti selezionati che trattano notizie interessanti e soprattutto senza censura che seguo ogni giorno, potrai farti un'idea più precisa del grande lavoro e della grande cura che un blogger mette nella sua “attività” di informazione. E poi non dimentichiamolo: se non fosse per la rete Grillo non lo conoscerebbe nessuno, come nessuno saprebbe i reati a grave danno dei cittadini perpetrati dalle Banche. Questi sono solo due esempi …

D. Cosa pensi di un paese che spinge semplici cittadini come te ad inventarsi “giornalisti” per colmare il vuoto di informazione autentica dalla quale siamo circondati?
R. Penso che la posizione vergognosa che l'Italia occupa a livello mondiale per libertà di stampa e parola è davvero meritata! Molto meritata. Siamo un paese “africano”, nel senso che nella classifica mondiale vicino a noi, paese “democratico occidentale”, si collocano paesi molto arretrati per quanto riguarda la qualità di vita e lo sviluppo. Non dimentichiamo che la conoscenza ci serve per prendere decisioni che riguardano la nostra vita e non solamente come sapere fine a se stesso: “Se vuoi costruire un grande paese devi prima dare una buona educazione al popolo”, e questo i poteri forti del nostro paese, Vaticano in pole position, lo sanno da secoli, sanno che se vuoi avere in pugno un popolo devi manipolare l'informazione in modo da orientarne le decisioni. E' un giochino facile avendo in mano tutti i mezzi di informazione. Possibile che nonostante la disinformazione che ci propinano dobbiamo pagare il canone? (io non l’ho mai pagato in vita mia e non inizierò di certo ora). “Evadere” è un atto di responsabilità al punto in cui siamo arrivati oggi, visto che ci viene chiesto di pagare per finanziare testate giornalistiche e Tv che ci bombardano in continuazione con le solite cazzate. Accendere la Tv di stato e sapere che i primi due canali sono nelle grinfie di un partito razzista e xenofobo è proprio da paese del terzo mondo! Sappiate questo: quello che succede in Italia a livello di informazione non succede in nessun altro posto al mondo, a meno che non parliamo di regimi palesemente totalitari. Capite come siamo messi?
Ormai non leggo più nessun giornale, mi sono “scaduti” tutti; qualche tempo ne salvavo due, ma poi quando li conosci bene scopri che dicono tutti delle mezze verità mescolate ad arte con menzogne o con propaganda, e allora li molli senza rimpianti. Per esempio, proprio loro, i media, che aggettivi usano per infangare internet? Quelle volte che ne parlano presentano la rete come fonte di sole cavolate e stupidaggini. Questa è propaganda di regime. Forse se si smettesse di finanziarli sarebbero costretti ad essere più “onesti”. Ma oggi buttiamo via milioni di euro e siamo pure disinformati. Peggio di così!

D. La consapevolezza degli italiani circa la situazione che stiamo vivendo cresce giorno per giorno. Cosa impedisce che questa consapevolezza si traduca in azioni che conducano alla liberazione da una schiavitù oramai conclamata?
R. La consapevolezza delle persone sta crescendo, e non poco, la velocità degli avvenimenti e del conoscere è tanta. Ed è proprio qui che viene il bello. Tutti vorrebbero (giustamente) un paese diverso, però nessuno batte il “la” perché non si è ancora compreso la cosa più importante. La società è mantenuta in piedi dalla somma delle nostre azioni quotidiane, non è costruita da chi comanda, loro si limitano a blaterare e predicare, ma non fanno niente! Ognuno di noi aspetta che partano gli altri … come racconta molto bene quel video che ho visto sul blog eccocosavedo.blogspot : “Ho sentito dire da una persona che questa cosa è giusta ma comincerò a farla quando la faranno tutti gli altri. Se la faccio io da solo a che cosa serve?”. Questa cosa l’ho sentita dire anche da un'altra persona e poi da un'altra e da un'altra...e da decine... e da centinaia...e da migliaia di persone diverse; e mi domando: se ognuno avesse detto ok, comincio io?. Si attende sempre il salvatore e magari qualcuno arriva, ma questo qualcuno anziché salvarti ti sbranerà per primo. Ogni azione che ciascuno di noi compie crea la nostra realtà. Ricordiamo che se oggi siamo a questi livelli, siamo messi così male, è perché ognuno di noi per molti anni si è comportato come se fosse un essere a se stante, la sola persona sul pianeta! Il pianeta terra non può generare belle cose se non consideriamo i nostri simili e se le nostre azioni nascono solo ed esclusivamente come se fossimo i soli ... poi il coraggio … diventare padroni della propria vita è una responsabilità. Per ironia la libertà ha un prezzo e in molti per paura decidono che è meglio pagare la (presunta) sicurezza, la stabilità (che rende la vita una monotonia e che goffamente si tenta di compensare acquistando sempre più aggeggi inutili!), e si paga così un prezzo salatissimo per avere una prigione ben recintata per tutta la vita.
Coraggio, conoscenza e un sano giramento di palle, questo credo che serva!
C'è da dire che il sistema i limiti li ha passati, e pure abbondantemente. Vedremo il popolo quanta pazienza tiene. Informare senza dubbio è una forma di resistenza; capire, diffondere e poi agire di conseguenza è il passo successivo. 
E' così che l'uomo si libera dalle catene.

Intervista a cura di Elia Menta



martedì 24 aprile 2012

EQUITALIA DOVRA' CANCELLARE MIGLIAIA DI IPOTECHE



"E’ ufficiale: è illegittima l'adozione di ipoteche sugli immobili da parte di Equitalia - Agenzia della Riscossione per cifre inferiori a 8 mila euro. E’ quanto stabilisce con la sentenza del 12 aprile 2012, n. 5771 la Corte di Cassazione anche se la notizia diventa ufficiale solo da poche ore. Costringere il contribuente a pagare la somma ipotecando il proprio appartamento è da oggi illegittimo e agisce contro la legge chiunque, comprese eventuali altre agenzie di riscossione se applicassero l’intervento. 
Dopo il suicido di diversi imprenditori italiani, tra cui un artigiano bolognese che poche settimane fa si è dato fuoco sotto l’Agenzia delle Entrate, la corte suprema è corsa ai ripari sanando una situazione ormai ingestibile che stava portando sul lastrico tantissime famiglie italiane anche per piccoli debiti. 


Alla luce dell’intervento migliaia di ipoteche sugli immobili verranno e dovranno essere cancellate da Equitalia".

ARGENTINA DIECI ANNI DOPO IL DEFAULT

video

Dopo le polemiche scatenate dalla proposta della Gabanelli di eliminare la moneta cartacea a beneficio della moneta elettronica e quindi ad esclusivo beneficio delle banche, nella puntata del 22 aprile Report manda un onda un servizio sull'Argentina che stravolge la proposta avanzata dalla sua conduttrice nella puntata precedente. Misteri di Report e misteri della Milena. 
Ad ogni modo ci fa piacere che Report sostenga quando noi andiamo sostenendo da anni: l'attuale sistema è marcio e occorre sostituirlo in fretta con un modello che metta al centro non più la finanza dei grandi club internazionali ma l'uomo e il suo benessere. 
Basta moneta debito, basta dittatura privata europea, basta Monti e basta tutti coloro che lo appoggiano in parlamento e fuori. La sovranità appartiene a noi. Rivendichiamola e costruiamo un mondo migliore. Insieme è più che possibile.

Elia Menta

lunedì 23 aprile 2012

LA CHIAVE E' TUTTA NEL COINVOLGIMENTO



Quando nel 2008 le tre principali banche islandesi vennero nazionalizzate ed il governo decise di socializzare i debiti, Hordur aveva già alle spalle anni ed anni di lotte sociali. Ciononostante l'avvenimento lo colse di sorpresa, come accadde all'incirca per tutti gli islandesi. “Quando arrivò la crisi, nell'ottobre 2008, non sapevo cosa stesse succedendo. Fino a pochi giorni prima ci avevano detto che eravamo una delle nazioni più ricche del mondo e d'improvviso le banche fallivano, ci ritrovavamo di colpo senza più niente”. 

La rapida fine del “sogno islandese”, che nel volgere di pochi anni aveva stravolto una nazione, fatto annusare a chiunque il profumo di una ricchezza facile, a portata di mano, stava creando una rabbia diffusa. 
C'erano manifestazioni e qualche tafferuglio, ma tali espressioni di dissenso si concludevano generalmente nel giro di poche ore e lasciavano la situazione inalterata. Mancava organizzazione, nessuno sapeva esattamente cosa andava fatto. “Le proteste a cui partecipai inizialmente erano prive di uno scopo, non vi era alcun tipo di controllo, solo gente che usciva di casa, gridava il proprio malcontento per strada e poi dopo un'ora tornava a casa senza aver ottenuto nulla. 

Ma non è così che funziona, che si ottiene qualcosa. Ho imparato, a partire dal '75, che in ciascuna cosa c'è bisogno di disciplina, di lavoro sistematico”. Così Hordur ha deciso che si sarebbe recato di fronte al parlamento ogni giorno a mezzogiorno in punto. “Chiedevo alle persone, 'sai dirmi cosa è successo nel nostro paese? Sai dirmi cosa possiamo fare?'” Ma nessuno sapeva rispondere. “Persino i politici, che talvolta intercettavo mentre uscivano dal Parlamento, mi rispondevano che non riuscivano a capire. 

Loro, che erano stati eletti per guidare il paese, che erano pagati per essere competenti in materia, non si capacitavamo di quanto accadeva”. “Così decisi di organizzare un meeting di protesta. Chiamai un po' di amici: scrittori, professori, intellettuali, artisti, e chiesi loro di venire in piazza e spiegare alla gente quello che stava succedendo”. In poco tempo, la protesta così organizzata da Hordur riuscì a coinvolgere una quantità enorme di persone, che a loro volta iniziarono a salire sul palco e tenere discorsi. 

“La chiave del successo sta nel fatto che mai ho pensato di andare in piazza a dire agli altri 'questo è il mio punto di vista, è così che bisogna fare'. Piuttosto chiedevo alla gente 'cosa ci potrebbe unire tutti? Cosa vorremmo che succedesse?' Così giungemmo a decidere tre obiettivi che ci mettevano tutti d'accordo: volevamo che il governo si dimettesse, che il consiglio della Banca Nazionale (la CBI, Central Bank of Iceland ndr) si dimettesse e che si dimettessero anche i membri della authority per la supervisione monetaria”. 

E neanche a dirlo, ci sono riusciti.

Stefano Massaccesi Loreti  
23 aprile 2012

DAL BACINO AL DECLINO

domenica 22 aprile 2012

ALLA RICERCA DEL "SAPER FARE" PERDUTO



Molti affermano ”ci stanno rubando il futuro”. Non credo sia del tutto corretto: oltre al futuro ci stanno scippando anche il passato. Un furto completo insomma.
Viviamo in un mondo in cui tutto è a portata di mano, abbiamo a nostra disposizione ogni tipo di merce proveniente da ogni angolo del pianeta - là dove non può la grande distribuzione arriva internet- quello di cui abbiamo bisogno è già stato prodotto, e il più delle volte anche confezionato e prezzato.  A noi rimane la scelta e l’acquisto. 
Facile, comodo, conveniente.

Beh, forse non così conveniente… il prezzo da pagare potrebbe essere molto alto, e non parlo solo del prezzo esposto sul cartellino della merce in vendita.
Da quel poco che penso di aver capito di questo mondo mi è chiaro che, spesso, vige la regola del “do ut des” – io do affinché tu dia- o, per meglio dire, la regola del “nulla è gratis”. 
Nel passato sino a, circa, una sessantina di anni fa, le persone erano in grado non solo di scambiare il proprio lavoro con uno stipendio ma anche, all’occorrenza, di sfruttare le loro conoscenze, il loro impegno, per produrre viveri e beni DIRETTAMENTE UTILIZZABILI.

Parallelamente al grande sviluppo tecnologico e scientifico che ha caratterizzato gli ultimi decenni si è iniziato a tralasciare quel “saper fare” che ha permesso ad intere generazioni di sopravvivere in maniera autonoma. Stiamo diventando – ci stanno rendendo- sempre più dipendenti con il risultato che se io, ad esempio, dovessi malauguratamente trovarmi da sola per mesi, con a disposizione esclusivamente un orto rigoglioso, riuscirei a morire di fame dopo aver fatto seccare tutto. Poco ma sicuro. 

Tante persone- la maggior parte giovani come me- si trovano nella mia stessa condizione. Il problema principale è che, per noi, tutto ciò NON COSTITUISCE UN PROBLEMA perché non ha più senso voler coltivare una piantina di pomodori visto che nei supermercati è possibile trovare circa 25 marche differenti di passata!
E’ realistico pensare che fra due, forse tre, generazioni  chi avrà a disposizione i mezzi per farlo sarà COSTRETTO a recarsi nei negozi poiché non avrà le conoscenze necessarie per poter produrre ciò di cui ha bisogno, fosse anche una minima parte. Baratteremo - stiamo barattando- l’ampia scelta dei prodotti  esposti sugli scaffali con la libertà di decidere SE acquistare quei prodotti.  
Stiamo barattando la nostra indipendenza con la comodità.

Non sto proponendo un ritorno all’età della pietra, penso solo che “andare avanti” non significhi necessariamente perdere ciò che di buono c’è del nostro passato, soprattutto considerato lo scotto effettivo da pagare.
Per fortuna abbiamo ancora la possibilità di modificare, se vogliamo, questa situazione, di invertire questo processo. Il come, a mio avviso, è semplice: imparando tutto quello che, sino ad oggi, per disinteresse o per pigrizia, non abbiamo voluto imparare. Esistono ancora persone – artigiani, coltivatori, allevatori,… di professione e non – in grado di insegnarci a FARE qualcosa, persone che possono insegnarci come iniziare a recuperare parte della nostra indipendenza e delle nostre tradizioni. 

Continueranno a rubarci tutto quel che vogliono se noi continueremo a non opporci, a non fare nulla. 
Imparare a SAPER FARE si può, si DEVE. 

 “Mi domandi quale sia la giusta misura della ricchezza? Primo avere il necessario, secondo quanto basta” 
(Seneca - Lettere a Lucilio)

Roberta M.