lunedì 31 dicembre 2012

CONTRO DI NOI UNA GUERRA NON DICHIARATA

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Parte di un video da me pubblicato nel gennaio 2012.
Ho tagliato tutta la parte con la quale chiedevo di darci una mano.

STASERA DALLE 20,30 ALLE 21 SPEGNETE LA TV. 
E' UN GESTO SEMPLICE E POTENTE. 

FATELO PER CORTESIA.

IL MIGLIOR DISCORSO DEL MONDO

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Il Presidente dell'Uruguay Josè "Pepe" Mujica .

Pepe Mujica  è noto come "il presidente più povero del mondo". 
Ha 77 anni, vive nella sua modesta casa e devolve il 90% del suo stipendio in beneficenza. 
Come oppositore del regime è stato in carcere 14 anni.

Dalle 20,30 alle 21 di stasera 31 dicembre 2012 ascoltate ancora Pepe Mujica e non vecchi tromboni venduti che vivono da nababbi alle spalle di un popolo dormiente e sciagurato.

Elia Menta

CI VOGLIONO TOGLIERE L'ANIMA



Perdere la propria anima: questa è la sorte dei gruppi e delle nazioni vittime di un progetto planetario di messa al passo dell’universo umano, che si rivela oltremodo arduo da combattere, perché non procede per repressione politica, ma per manipolazione culturale ed economica che restringe le libertà confortando i suoi sudditi nell’illusione progressiva di essere sempre più liberi.





VIETATO DIRE LA VERITA' SU MONTI E NELLA RETE SCATTA LA CENSURA


L'enciclopedia online cancella la citazione dei collegamenti del premier al Gruppo Bilderberg e Trilaterale ed elimina i riferimenti ai risultati economici negativi del governo dei tecnici
Stefano Filippi - Lun, 31/12/2012 - 08:02

Il sito internet si chiama www.ilbuio.org ma aiuta a fare luce su una strana serie di coincidenze che riguardano l'augusto professor Mario Monti.


È una storia che riguarda il premier dimissionario e Wikipedia, l'enciclopedia online più cliccata del pianeta. Si dà il caso che qualche enciclopedista abbia voluto aggiungere alcuni dettagli (non proprio trascurabili ma forse imbarazzanti) alla autorevole biografia del Bocconiano.
CONTENUTI CORRELATI
·         La congiura 
LA CONGIURA DEI POTERI FORTI UCCISE LA DEMOCRAZIA

Per esempio, che Monti è stato presidente europeo della tenebrosa quanto prestigiosa Trilaterale. Oppure che aveva fatto parte dello «steering committee» del Gruppo Bilderberg. O ancora che è il numero 1 (ancorché onorario) di un altro ristretto «think tank», il club Bruegel di Bruxelles.
Tutte cose vere, informazioni facilmente verificabili e largamente diffuse sul web. Invece che ti combina Wikipedia, «enciclopedia libera» di nome ma non di fatto? Ogni volta che qualche utente tenta di infilare queste voci nel profilo di Monti subisce una censura. I moderatori sono intervenuti e hanno ripristinato la voce precedente, mondata da ogni riferimento che associasse il limpido curriculum montiano a lobby influenti, reti di potere esclusive, élite più o meno segrete capaci di orientare le politiche delle organizzazioni internazionali come dei singoli governi.

La storia della censura wikipedica è raccontata nei dettagli sulla pagina principale di Buio.org, un sito «multiautore» di estrema sinistra (tra i link consigliati figurano anche l'Associazione Stalin, Indymedia e il database internazionale sul marxismo) ricco di rimandi da consultare per le opportune verifiche. Si può ricostruire la discussione sulla voce relativa alla Commissione Trilaterale con le numerose purghe operate dai «liberi censori», la relativa cronologia, e la stessa operazione è possibile ripetere per le voci sul Bilderberg e il Bruegel. Vengono riportati anche i «nickname» degli amministratori di Wikipedia che sono intervenuti a ghigliottinare le informazioni sgradite. Sembra siano «tra i più attivi e
autorevoli» dell'edizione italiana dell'enciclopedia web.
C'è un occhio di riguardo, dunque, su Mario Monti. Nulla deve turbare la sua immagine irreprensibile, priva di lati oscuri, che non sbaglia mai. Se sul Professore circola qualche informazione che potrebbe metterlo in cattiva luce, scatta immediatamente il tentativo di censurare o sminuire. Soltanto in questi ultimi giorni è successo altre due volte. La prima è stata venerdì, quando il quotidiano online Formiche.net (il cui fondatore, Paolo Messa, è nello staff del ministro Clini dopo essere stato capo ufficio stampa dell'Udc, fonte Wikipedia) ha rivelato il luogo in cui si stava svolgendo la riunione segreta tra Monti e i centristi: un convento di suore sul Gianicolo legate alla Comunità di Sant'Egidio. Immediata pioggia di false smentite. Ieri, altra sequela di precisazioni e distinguo verso il Sole24Ore che ha fatto i conti in tasca al governo scoprendo che i tecnoministri hanno realizzato soltanto il 25 per cento del programma.

Monti l'intoccabile. Il perfetto. Il senza macchia. Soprattutto se le ombre sul suo sobrio e competente operato vanno a toccare l'ambito economico, nel quale il premier dimissionario si ritiene una sorta di messia infallibile. Ne è riprova ancora Wikipedia, all'erta perfino nella santa notte di Natale. Alle 22.28 del 24 dicembre si potevano leggere i dati non lusinghieri dell'economia italiana durante l'anno del governo tecnico: disoccupazione, Pil, debito, cose che conosciamo fin troppo bene. L'indomani, alle 10.18, qualche Erode aveva già spazzato via tutto. Le due versioni sono a disposizione a questo indirizzo: http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Mario_Monti&diff=54873876&oldi....
Il giorno in cui nasce Gesù si fermano tutti i quotidiani, ma non le forbici della wiki-censura pro-Monti. È un fenomeno solo italiano. Un wiki-utente, infatti, ha aggiornato la biografia del professore anche nella disinformata versione in lingua francese. I wiki-cugini, lungi dallo zittire il collaboratore, gli hanno chiesto notizie e dettagli aggiuntivi. 
E anche la relativa discussione è online.

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/interni/vietato-dire-verit-su-monti-e-nella-rete-scatta-censura-870035.html




CRESCERAI E IMPARERAI... CHE IL MONDO NON E' COME TI ERA STATO RACCONTATO

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domenica 30 dicembre 2012

CI SI PUO' FARE UNA RIVOLUZIONE!

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NON PAGARE TASSE ALLO STATO?



Ciao,

ho avuto notizia dei primi "interpelli" presentati con successo per non pagare le tasse allo stato italiano.

Ti farò sapere prossimamente.

Saluti

L.P.

NUOVO BLOG




Informo che oggi ho aperto un NUOVO BLOG. 

http://esserciora.blogspot.it/

Un saluto

Elia Menta

MONTI & PUB: "PROGRAMMA MARRA LETALE PER NOI. PRECLUDIAMOGLI LE POLITICHE"


PAS-FB&T(Partito di Azione per lo Sviluppo
FermiamoLeBanche&LeTasse)

Estrema sintesi del programma
(leggilo per intero da marra.it)

Come si legge dal documento
Causa della fondazione e ideologia del Pas, del 1987, il PAS non è di destra, perché la destra erra nel privilegiare l'individuo, né di sinistra, perché la sinistra erra nel sacrificarlo, né di centro perché il centro è un porsi a mezza strada tra due errori (approfondisci da marra. it tutti gli argomenti non svolti qui).
Il PAS è invece fondato sull'idea che l'individuo possa svilupparsiliberamente, come piace alla destra, purché il suo sviluppo sia funzionale allo sviluppo della società, come non può che piacere anche alla sinistra.
Ne deriva che, non potendosi importare, ai fini della rivoluzione culturale, individui di altri mondi, va bene ogni terrestre sinceramente convertito al nostro credo.

Ciò detto, premesso che esistono solo due partiti (il PAS e il PUB: il Partito Unico delle Banche, che raccoglie tutti gli altri), il PAS pone il denaro al primo punto, non solo perché è indispensabile, ma anche perché la grande frode del PUB consiste proprio nel tacere sul come procurarsi il denaro.

Il PUB, cioè, evita di dire che l'unico modo per procurarsi il denaro è toglierlo – si badi: prima ancora che alle banche – alle dinastie (Rockefeller, Rothschild ecc.) e agli apparati che stanno dietro le banche e fanno capo al Bilderberg, nel quale re, regine e leader mondiali sono solo esecutori di ordini. Dinastie e apparati che quei soldi li rubano, attraverso degli incredibili falsi in bilancio, all'azionariato delle stesse banche, le quali infatti, ridotta allo stremo la società, sono allo stremo anch'esse.

Cosche che, attraverso il signoraggio, i predetti falsi in bilancio e le leggi illegittime, ci rubano il 90% dei soldi. Un 90% che dobbiamo costringerle a cedere gradualmente alla società sconfiggendo il PUB, il cui 'programma' consiste nell'occultamento di questa frode.
Il PAS pone pertanto al primo punto del suo programma l'eliminazione dell'anatocismo, delle commissioni di massimo scoperto, dell'accredito tardivo dei versamenti, nonché la diminuzione del divario tra i tassi attivi e passivi.

Quattro condotte bancarie criminali abolire le quali causerà una trasmigrazione giornaliera dalle banche alla società di una cifra di circa un paio di miliardi al giorno; più che sufficiente per finanziare tutto quanto occorre.
Dopodiché si affronterà il problema del signoraggio primario e secondario, che non deve essere risolto dalla politica, ma dalla magistratura, la quale deve confiscare penalmente alle banche di credito italiane il 95% della Banca d'Italia, di cui sono proprietarie, confiscando così automaticamente anche quel 15% della BCE di proprietà della Banca d'Italia, e mandare sotto processo i responsabili di questi crimini fin dove arriva la sua giurisdizione,aprendo così gli occhi alle collettività e alle magistrature degli altri paesi. Nel mentre, i soli frutti dell'abolizione dell'anatocismo, della commissione di massimo scoperto e dell'accredito tardivo dei versamenti e della riduzione del divario tra tassi attivi e passivi, saranno più che sufficienti:

1) -Per istituire dei sussidi pari alle retribuzioni per chiunque sia disoccupato; -per un significativo abbassamento dell'età pensionabile;-per un molto significativo aumento delle pensioni anche civili e di invalidità eccetera.

2) Per avviare un'immensa riconversione basata:
-sull'interruzione o diminuzione delle produzioni inutili, inquinanti e prive di mercato;
-su un opera di disinquinamento e ristrutturazione della terra (a partire dalle città), dei mari e dei cieli;
-su una radicale riconversione energetica; -su un fortissimo potenziamento dei trasporti collettivi, della sanità, dell'istruzione, della meccanizzazione ecc. Opere che, oltre ad assorbire il lavoro dell'intera collettività per decenni,
ci renderanno il paese guida nella soluzione del vero problema, che è quello climatico. Perché i problemi del signoraggio, della finanza, dell'occupazione, della giustizia e cosi via, si risolveranno in breve, ma, se non fermiamo l'involuzione climatica, in pochi anni l'abitabilità del pianeta diverrà ardua.

3) Va poi istituita una sola imposta (la Generale), variabile dall'1% al 20% su tutto (una sorta di IVA però secca, senza bilancio tra dare e avere), e vanno abolite tutte le altre tasse perché sono illecite, non servendo esse ad altro che a rastrellare denaro (inverato) per comprare dalle banche centrali il denaro (da inverare) che gli Stati devono invece produrre da sé, e che, quando è prodotto dagli Stati, non causa svalutazione (marra.it). Denaro,quello che gli Stati 'comprano' dalle banche centrali, che comporta, per ogni euro, dollaro ecc. 'iniettato' (venduto), che esse ne rubino uno esente da tasse (ora spiego).
Denaro, quello così 'iniettato', che poi regalano in buona parte alle banche private loro proprietarie che peraltro falliranno per due motivi.
Uno per aver prestato quelle immense somme a un apparato economico che sta fallendo perché produce beni e servizi di cui non c'è più domanda, e sulla cui vendita non riesce più a guadagnare per l'eccesso di concorrenza. Due perché si sono riempite e hanno riempito il mondo di titoli che diventano tossici in sempre maggiori quantitativi man mano che l'apparato fallisce.

Esenti da tasse, i soldi che gli apparati al servizio del Bilderberg rubano, perché le banche centrali si iscrivono al passivo, al valore facciale, i soldi che stampano al costo della carta o dell'inchiostro, o a costo zero, con un click, iscrivendosi poi all'attivo il controvalore che ricevono in buoni del tesoro, per così 'pareggiare', laddove non fanno altro che incassare e poi riciclare queste enormi cifre attraverso le super-banche del Lussemburgo.
Somme sottratte all'azionariato bancario, che è il primo danneggiato dal signoraggio. Questo nel mentre la magistratura è così intenta a leccare i piedi al Bilderberg da non accorgersi di nulla.

Rinviando al volume del PAS chi voglia leggere tutto il programma, qui preciso solo, come esempio, che, per dirne una, l'Italia diverrà il paese più ricco del mondo il giorno in cui sarà approvata (e un po' reclamizzata in Italia e all'estero) la legge, del 1995, sull'etichettatura dei prodotti agricoli e ittici nella vendita al dettaglio, che per la verità è mia. Ciò perché i prodotti agricoli e ittici italiani sono in assoluto i migliori del mondo, sicché renderli noti e riconoscibili con le etichette significherà divenire in un attimo il paese leader del settore leader: gli alimentari. O che, per dirne un'altra, il problema della spazzatura deriva solo dal fatto che il PUB non vuol vietare la plastica negli imballaggi sostituendola con altri materiali (è dal 1995 che giace nel Parlamento Europeo la legge per la sostituzione del polistirolo con un polistirolo fatto di cereali).

Fermo restando che non basta risolvere i problemi in Italia, sicché bisogna aprire il confronto nel mondo su questi temi e sul modo di formazione del pensiero, dal non conoscere il quale discende la pazzia di cui è preda il mondo, e che è il tema di fondo dei miei libri.
Problemi mondiali tra i quali è prioritaria la riforma istituzionale europea, perché il Parlamento Europeo non ha il potere di promulgare le leggi che vota, e i parlamentari europei non hanno il potere di iniziativa legislativa, sicché Parlamento e parlamentari fungono da alibi della legislazione ad opera della Commissione e del Consiglio che sono asserviti al potere bancario.

È poi fondamentale realizzare un efficace sistema di controllo giudiziario, perché: «Se la civiltà è figlia del controllo la 'disfunzione' della giustizia è necessariamente la madre dell'attuale stato delle cose».
Una 'disfunzione' che in realtà è funzionale al regime e che fa della magistratura il massimo responsabile del male che avvince la società.
Controllo giudiziario innanzitutto civilistico che è cruciale per qualsiasi cosa, dai rapporti umani alle produzioni industriali e alla difesa dalle banche, e che Monti, un volgare lacchè del Bilderberg, ha indebolito attraverso varie leggi, che il PUB ha votato d'impeto, e che vanno tutte abrogate.

Controllo giudiziario indispensabile perché è inutile avere le leggi se non c'è chi ne garantisce l'applicazione, sicché è demagogico e fraudolento invocare, come fa Grillo, norme anti-corruzione fingendo di ignorare che già esistono e il problema è invece far sì che la magistratura le faccia osservare.
Occorre pertanto:

-1) Come minimo triplicare il numero dei magistrati e degli addetti e meccanizzare capillarmente la giustizia, perché la lentezza dei processi è voluta per consentire al regime (alle banche) di delinquere.

-2) Stabilire per legge i criteri di assegnazione ai giudici e ai PM delle cause e delle indagini, perché il loro esito è oggi predeterminato mediante strategie di assegnazione a certi anziché certi altri. Criteri di assegnazione che esistono, ma non sono obbligatori, sicché vengono persino osservati, salvo quando chi ne ha il potere ha interesse a eluderli.

-3) Legare l’automatismo delle carriere dei magistrati a criteri di selezione.

-4) Eliminare l'obbrobrio delle giurisdizioni diverse dalla ordinaria.

-5) Rendere immediate le pronunzie della Corte Costituzionale per evitare le norme realizzate per essere vigenti nei tempi lunghi della declaratoria di illegittimità.

-6) Rendere possibili i giudizi contro i giudici.

-7) Prevedere una considerazione adeguata dell’ambito esistenziale globale nel quale i reati sono commessi, per spostare l’asse del processo dal reo alle cause del reato allo scopo così di eliminarle, e impedire la cristallizzazione delle norme e della giurisprudenza penali nel moralismo, garantendo anzi una continua evoluzione dello schema morale attraverso una graduale ‘civilizzazione’ della giustizia penale, perché solo l’eterna contrapposizione delle parti, tipica del processo civile, ha un effetto regolatore della società, laddove la giustizia penale è per molti versi mera burocrazia.

Alfonso Luigi Marra
PAS-FB&T 

SAPONI, COSMESI E SALUTE: IL PETROLIO - E I SUOI EFFETTI CANCEROGENI - E' DOVE MENO TE LO ASPETTI



La comunicazione industriale e il suo mezzo di persuasione collettiva più efficace, la pubblicità televisiva, ci hanno reso abituali e quotidiani alcuni gesti, tipo quello di ritirare dagli scaffali dei supermercati della grande distribuzione dei prodotti apparentemente innocui e necessari. Necessari lo sono per davvero, perché riguardano l'igiene personale, ma innocui non lo sono certamente: ci hanno convinto che sono innocui con le belle e rasserenanti immagini della comunicazione pubblicitaria, ma contengono in realtà sostanze cancerogene e tossiche. 
Rendendoli, poi, economicamente convenienti, grazie ai derivati del petrolio e alle sostanze chimiche a basso costo utilizzati, ci hanno anche costretti a comprarli a discapito dei saponi naturali derivati dall'olio o da altri frutti oleosi. La retribuzione media di questa nazione, tra l'altro, è tra le più basse d'Europa, motivo in più per comprare prodotti di uso quotidiano a basso costo e …. a bassa qualità, a spese sostanzialmente della nostra salute …. intima, è il caso di dire.

Tra l'altro, pur esistendo una normativa europea che dal 1997 obbliga prodotti di cosmesi e detergenti per l'igiene personale a esporre gli ingredienti, questi non sono chiari né informano dei rischi di cancerogenicità e tossicità. Inoltre, se NON sono sostanze di derivazione chimica, sono scritti in italiano, mentre sono elencati in inglese se i composti sono chimici o derivati dal petrolio. Come mai? Non si sa!

È un vero privilegio che viene concesso alle società petrolifere e farma-chimiche (le vere padrone della società occidentale) e che non viene concesso alle pur forti multinazionali del food, le quali sono obbligate quantomeno a scrivere tutto nella lingua della nazione, anche se la lista degli ingredienti delle società alimentari comunque non spiega la né provenienza - né eventuali prove di presenza di pesticidi e altre sostanze tossiche vietate - di due sostanze alimentari di base sempre presenti in ogni confezione in vendita: le uova e la farina (a tutela della nostra salute, dovremmo sempre sapere come e dove sono state prodotte le uova e come e dove è stato coltivato il grano).

Per fortuna c'è internet e c'è gente che spende il proprio tempo a "disinformare" la disinformazione imperante voluta dalla grande industria, che è padrona dei grandi media e dei network che entrano nelle nostre case e nelle nostre convinzioni.

Vi allego un link di un video in italiano realizzato da un gruppo americano di comunicazione indipendente e un link esplicativo su come riconoscere gli ingredienti nocivi alla nostra salute utilizzati nella cosmesi.

Enzo Palazzo



sabato 29 dicembre 2012

PER IL 31 DICEMBRE FATE UN NODO AL FAZZOLETTO

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PERCHE' LE PRIMAVERE ARABE PRIMA DELLA TERZA GUERRA MONDIALE

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LA STORIA DELL'UMANITA'

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ICHINO: CHI CAZZO SEI?



Breve storia di un arrampicatore sociale:  ovvero, come ha potuto un grillo, introfulatosi tra le file operaie che hanno fatto dure lotte sindacali, trasformarsi, una volta giunto nel bel mezzo della piramide sociale, e mostrare la sua vera natura.

Al dott. Ichino -    Esperto in lavoro (degli altri)  –

Abbiamo  letto  qualcosa di Pietro Ichino dopo aver sentito  discutere  delle  sue  opere in tv in questi giorni  e soprattutto a proposito del suo  libro ‘I nullafacenti’.
Allora  abbiamo  pensato.....  Questo  qui  ne  capisce di lavoro... lavora,  avrà lavorato?!
Insomma, siamo  andati  a vedere  il  suo  curriculum. L’Ichino  nasce a Milano nel 1949,   fin da giovanissimo  si appassiona al  mondo del  lavoro (non al  lavoro  ma al mondo del lavoro) ed alla tenera età di vent’anni (nel 1969) diviene dirigente sindacale della CGIL-FIOM,  incarico che ricoprirà fino al 1972.

Assolve  gli obblighi  di leva come  marconista trasmettitore (dove tutt’ora si canta  la canzoncina ‘onda su onda noi siam  trasmission, gente che non fa niente che non c’ha voglia di lavorar,  gente specializzata a stare in branda a riposar’)  ed è quindi pronto a rientrare nel mondo del lavoro, ritorna infatti tra i ranghi della CGIL dove resterà sino al 1979.

Nel 1979 Ichino ha ormai trent’anni, possiamo immaginare la  moglie che gli dice:  “Pie’ ormai c’hai trent’anni, se non vuoi  trovare un lavoro almeno trova uno stipendio ed una pensione”.
Detto fatto l’Ichino viene eletto alla Camera dei deputati, e va pure in Commissione Lavoro. Però non è ancora contento, ha lo stipendio, si è assicurato una ricchissima ‘pensione’, che  comincerà a percepire nell’aprile del 2009 dopo aver ‘lavorato’ ben  4  anni  alla Camera  ( dal 1979 al 1983), ma sente  che  gli manca qualcosa. E qualcosa arriva, nel 1981 (non vi sfugga che  nello stesso momento era parlamentare)  viene assunto come ricercatore all’Università di Milano.

Nel 1986 diviene docente di Diritto del lavoro dopo concorso.
Quasi dimenticavamo  la cosiddetta  Legge Mosca, una  leggina  allucinante (poco) nota per aver contribuito a creare una piccola  voragine nei conti pubblici italiani, tale legge era nata come legge numero 252 del 1974 e consentiva a chi avesse collaborato con partiti e sindacati di vedersi regolarizzata la propria posizione contributiva scaricando i costi sulla fiscalità complessiva e dietro una piccola certificazione presentata dal partito o dal sindacato.
In buona sostanza, con questa legge vennero “regolarizzate” le posizioni di migliaia  di  persone che risultarono essere state impegnate come dirigenti sindacali sin dalle scuole medie.

Questa orda assetata di soldi è costata alle casse dello stato una cosuccia come 25mila miliardi di lire distribuiti tra oltre 40.000  persone; si badi bene non tra 40.000  lavoratori  ma tra  40.000  oscuri  funzionari  di  partito e nobilissimi  rappresentanti  dei lavoratori. Comprendiamo bene la vostra obiezione:  la Legge è del 1974, l’Ichino è stato sindacalista fino al 1979, se ne ha goduto è  solo per  una parte della sua carriera ed in  fondo la legge c’era, lui che poteva fare. Errore, la legge era del 1974 ma  è  stata  prorogata  più  volte;  particolarmente interessante per meglio illuminare il personaggio Ichinesco è l’ultima proroga, avvenuta nel 1979;  abbiamo detto come il  nostro eroe sia stato deputato nella VIII legislatura, durata dal  20 giugno 1979 all’11 luglio 1983, ma l’Ichino  non è  arrivato  alla Camera il 20 giugno 1979 ma il 12 luglio in sostituzione di  un collega ed il suo primo atto, da vero alfiere dei veri lavoratori, è stato quello di correre ad aggiungere la sua preziosa  firma alla proposta di legge numero  291 presentata il 10 luglio 1979 ed avente a titolo “ Riapertura  di termini in  materia  di posizione  previdenziale di talune categorie di lavoratori dipendenti pubblici e privati”, così facendo il deputato Ichino si affrettava  ad  aggiungere la sua firma sotto un progetto di legge che favoriva spudoratamente i sindacalisti come Ichino, contribuendo a causare una voragine nei conti pubblici che il professor Ichino propone oggi di sanare per il mezzo di rigore, sacrifici e duro lavoro (degli altri).

In buona sostanza, noi non sappiamo ancora  come e quando  andremo in pensione mentre il castigatore dei nullafacenti si trova ad avere già diritto a due pensioni ottime (quella di  docente universitario e quella di deputato che SONO CUMULABILI) più un altro paio potenziali, quella di giornalista e quella di sindacalista.

Insomma  Ichino, abbiamo capito che dovremo lavorare  almeno  fino a 70 anni  di età per pagare LE SUE pensioni, ma almeno non potrebbe evitare di prenderci per il culo ?

p.s.  credo che già  gli paghiamo anche una scorta armata 24h su 24.


FONTE: Oppostadirezione




E' CENSURA! MA LA BATTAGLIA CONTINUA

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COMUNICATO LACONICO



In nottata youtube 
ha chiuso il mio canale
con motivazioni pretestuose
(le solite che tirano fuori 
quando chiudono canali scomodi 
per lorsignori). 

Pertanto anche numerosi video 
pubblicati sul blog non saranno più visibili poiché collegati al canale youtube 
di perchiunquehacompreso.

La censura 
si fa sempre più pesante.



Ricordo, a chi ancora 
non lo avesse compreso,
che l'Italia è un paese da distruggere
e gli italiani solo un popolo da spremere
fino all'inverosimile.

Auguri a tutti.

Elia Menta


CONSIDERAZIONI POLITICHE A SANGUE FREDDO



Valutando  la situazione politica nazionale rispetto, diciamo, ad un paio di mesi addietro e arrivati oggi alla preannunciata discesa sul terreno elettorale di Monti, vediamo che, nonostante la “novità” di questa discesa in campo del “tecnico professore”, certi progetti per la gestione del potere politico in Italia non sono poi mutati di molto e le Consorterie, chiamiamole così (ma non si tratta di semplici lobby massoniche), che sono dietro questi progetti, ovvero l’Alta finanza mondialista, hanno ben soppesato i pro e i contro di tutta la situazione.

Quello che era ieri e quello che è oggi.
In definitiva, mesi addietro, sembrava dato per scontato che Monti potesse ancora per qualche tempo portare avanti l’opera di devastazione di quello che resta dello Stato sociale, operare per la razionalizzazione delle Leggi e disposizioni che impongono ai governi l’obbligo, senza se e senza ma, di ripianare il debito pubblico (una vera truffa ai danni del popolo) e incrementare la introduzione piratesca di ogni genere di tassa che consenta di drenare dalle tasche degli italiani più denaro possibile. Il fine, ovviamente, è quello di garantire al sistema di usura internazionale dei banksters, a cui l’Italia è soggetta, di essere saldato nei sui inestinguibili e sempre rinnovati crediti.

Terminata la transitoria esperienza del governo dei tecnici, la parola sarebbe passata di nuovo ai politici (ben lieti che il “lavoro sporco”, in massima parte era stato fatto da “tecnici” mai eletti da nessuno e che non dovevano rispondere agli elettori per il loro operato). In questa prospettiva sembrava data per scontata una evidente vittoria alle elezioni del PD di Bersani proiettato a primo partito in Italia, ed un buon successo del centrismo di Casini al quale il Bersani avrebbe poi dovuto logicamente aprire per varare un formula di governo forte e duratura.
Lo strappo di Berlusconi, trovatosi con l’acqua alla gola, che ha anticipato la fine del governo “tecnico”, ha però messo in moto tutta una serie di situazioni che hanno rimescolato le carte.

Probabilmente Berlusconi, resosi conto della disintegrazione del PDL e di tutta l’area moderata a cui faceva riferimento, deve essersi spaventato, specialmente dopo che si è anche concretizzata, a fine ottobre scorso, una condanna penale a suo carico. Lo scaltro imprenditore si è reso conto che non solo sarebbe stato letteralmente spazzato via dal quadro politico che conta, ma rischia anche di accumulare condanne penali di una certa gravità. In pratica, nonostante la sua uscita di scena e il sostegno in parlamento a Monti, non gli si garantiva una serena vecchiaia.
Da qui la decisione, tutta pro domo sua, di anticipare i tempi e far saltare il governo Monti mettendo in atto un certo populismo demagogico teso a recuperare qualche voto da quella parte di cittadini spremuti fino all’inverosimile.

Fin qui le cose sono abbastanza chiare, anche se poi appare alquanto singolare la successiva contraddittoria proposta di Berlusconi di voler lasciare a Monti la guida di un area moderata per affrontare le elezioni e sbaragliare il campo alla vittoria delle sinistre. Vuoi che sia stata una “furbizia” politica per far scoprire le carte a Monti e chi gli sta dietro, o vuoi che sia stato un concreto tentativo di proporre una futura gestione politica dove lui, Berlusconi, con tutti i suoi interessi in gioco, sarebbe comunque stato partecipe, sia pure in via subordinata dietro la leadership lasciata a Monti, fatto sta che poi, di fronte al fallimento di questa proposta, rifiutata da Monti, il cavaliere ha dovuto fare marcia indietro e chiamare a raccolta quello che resta delle sue lacere e sbandate truppe per andare alle elezioni con una immagine oramai squalificata e con il solo apporto di tre reti televisive e lo specchietto per le allodole di una promessa abolizione della pesantissima IMU.

Le strategie dei banksters
Fotografata così la situazione, cerchiamo adesso di capire come devono aver ragionato le Consorterie che stano dietro a Monti, un uomo, non bisogna mai dimenticarlo, portato al governo, con un mezzo “colpo di stato” silenzioso, esclusivamente per curare gli interessi dei banksters, di quel mondo bancario internazionale di cui lui era “consulente” (una operazione che la dice lunga sulla forza e l’incidenza che queste Consorterie hanno in Europa e nel nostro paese).

Indubbiamente il “governo dei tecnici, è stata una imposizione necessaria, contraria alla atavica politica di queste Consorterie, da sempre aduse ad agire nell’ombra, a condizionare da dietro le quinte i governi, senza apparire direttamente, ma che evidentemente nel quadro della crisi finanziaria internazionale, da loro stessi provocata, imponeva ai banksters di esporsi pur correndo qualche rischio (una sia pur minima conseguenza di questa “esposizione”, per esempio, è il fatto che oggi molti si rendono conto o sono stati informati, della esistenza di un potere bancario e delle operazioni sporche che questo potere porta avanti spregiudicatamente).

Preso atto di una anticipata fine del governo dei “tecnici” e della inevitabilità delle elezioni, queste  Consorterie hanno deciso di puntare ancora su Monti e quindi di indirizzarlo anche nella competizione politica, di fatto, rimettendo in gioco le prospettive di un futuro governo a guida Bersani aperto ai centristi di Casini che sembrava oramai scontato.
Evidentemente su Bersani, nonostante la sua riconosciuta disponibilità a prestarsi a soddisfare le richieste dei banksters, ha pesato la valutazione che il soggetto non è certo il più adatto per una lunga conduzione politica fatta di lacrime e sangue, così come ai banksters preme di instaurare in Italia.
Come già ebbe ad osservare il politologo Aldo Giannuli “Bersani non è omogeneo alla cultura dei poteri finanziari e, per quanto si sforzi di capirne la lingua e di assecondarne i desideri, resta pur sempre un parvenu, un apparatnik antropologicamente estraneo a quel mondo”.

Questo comporta poi il fatto che Bersani, di fronte alle richieste di liquidare in toto ogni residuo di Stato sociale, pretenderebbe di coprirsi con la farsa della “concertazione”, intralciando la speditezza e forse la portata delle direttive da imporre.
In pochi giorni quindi si è ridisegnata tutta la strategia politica per affrontare le elezioni, puntando ancora sulla presenza egemonica di Monti nei futuri governi.

E’ stato evidentemente valutato che Monti, all’uopo sostenuto da un buon numero di mass media, incassato anche il placet della Chiesa (evidente una mediazione intercorsa, dove ha avuto il suo peso l’esenzione della Chiesa dalla “spremitura” che viene imposta al paese ed oltretutto “tranquillizzata” dalla presenza nei futuri governi dei moderati di Casini) avrebbe potuto riscuotere un buon successo elettorale.
Questo possibile successo darebbe una certa “forza” politica alla figura del professore e quindi lo porrebbe come ago della bilancia per il varo di un futuro governo con chicchessia.

Comunque sia, i banksters hanno ben considerato che un “professore” rivalutato politicamente e posto al centro della politica nazionale, sarebbe stato molto più utile e produttivo per i loro interessi che un futuro, seppur “amico”, governo Bersani – Casini e laddove il radicalizzarsi dello scontro politico, a seguito della crisi economica della nazione e dietro la spinta contestativa e populista del movimento 5Stelle di Grillo, della Lega e altri, potevano creare seri problemi, ad una leadership troppo sensibile ai richiami della piazza.

Certamente la nuova situazione che si è andata delineando non piacerà molto a Bersani che già si sentiva in tasca la guida della politica nazionale ed ora deve invece rifare tutti i conti, mentre per Casini, esponente di un area minoritaria, epigoni democristiani, da sempre avvezzi a gestire una fetta di potere vivendo e auto riproducendosi  principalmente per “quelle poltrone”, le cose non sono cambiate di molto rispetto ad un futuro governo Bersani – Casini, anzi il fatto di dover ora fornire le “gambe” politiche a Monti, cioè un minimo di retroterra popolare, per farlo navigare negli infidi terreni elettorali, gli offrono prospettive ancora più interessanti.

Può farcela Monti?
La considerazione che la politica lacrime e sangue di Monti ha colpito tutti gli italiani di ogni ceto e ha generato un minimo di consapevolezza in molte persone che dietro a tutto c’è l’interesse del sistema bancario, potrebbe far pensare che difficilmente Monti possa conseguire un buon successo elettorale. Ma le cose non stanno esattamente così.
Non è infatti un mistero che viviamo da tempo in una specie di “realtà virtuale” dove i mass media fanno e disfanno il pensiero e gli umori dell’opinione pubblica, creano e indirizzano tendenze.
Non si dimentichi che se in Italia i quotidiani e le riviste non hanno le vendite di altri paesi occidentali, è comunque garantita la presenza mattina, pomeriggio e sera, dei telespettatori incollati davanti alla loro bella e colorata scatoletta quadrata.
Il bombardamento terroristico della crisi economica e del crack finanziario, la bancarotta a cui andrebbe incontro il paese, lo spettro dello spread agitato in ogni telegiornale, l’inevitabile necessità di certe misure di contenimento dei costi, tutte parole d’ordine ben studiate come in una guerra psicologica, hanno sicuramente prodotto dei risultati.

Mi è capitato di interrogare un certo numero di persone e mi sono accorto che non sono pochi quelli che, incredibilmente, ritengono che Monti abbia ben operato (nonostante abbia addirittura aumentato il debito pubblico) e che certe misure erano necessarie. E’ del resto ovvio che se si presenta alla gente una situazione disperata, catastrofica, senza dire chi e perchè l’ha causata, senza precisare che per uscirne fuori l’unico mezzo è quello di sottrarsi dai meccanismi di usura, si induce il ragionamento che per farvi fronte occorre procedere a tagli e sacrifici, senza starci troppo a pensare e senza dar retta a discorsi propagandistici e retorici.

Se a questo lavaggio dei cervelli si aggiunge un evidente “aiuto” della Chiesa e il sostegno dell’area dei moderati conservatori e progressisti, baciapile o laici,  tutti messi in moto da evidenti maneggi dal sapore gesuitico e  massonico, possiamo ben prevedere per Monti un certo successo elettorale.
Questo renderebbe possibile un futuro governo politico di Monti, come appunto progettato o in alternativa sarebbe comunque sempre riproponibile un Bersani - Casini,  ora però con un Monti, rivalutato politicamente e con un suo forte peso.



Le possibili alternative
Vediamo adesso, senza voli di fantasia, quali possono essere le alternative e che indice di possibilità si hanno di ribaltare questi progetti che lo ricordiamo ancora una volta sono devastanti per il futuro della nazione e riguarderebbero la dissoluzione totale dello Stato sociale, la perdita di ogni mutualità, di un minimo di tutele pensionistiche e sanitarie, il ridimensionamento della scuola e della ricerca, l’ampliamento dei meccanismi  di rapina del sistema bancario a cui tutti i cittadini verrebbero obbligatoriamente vincolati, la definitiva e totale privatizzazione di quel poco di partecipazioni statali in settori dove la esclusiva presenza del “profitto”, avrebbe effetti negativi e aggravi di costi per gli utenti, l’aumento incredibile, inaudito, delle tasse, il contenimento degli stipendi fino quasi a livello del terzo mondo, ecc. In pratica tutto quello che è necessario per imporre al paese l’obbligo di sottostare al meccanismo di usura internazionale, di indebitarlo senza soluzione di continuità e di rendere certa la sua solvibilità, anche a costo di gettare questo paese nella miseria più nera.

Diciamo subito che concrete alternative atte a ribaltare questa situazione non le vediamo e del resto sarebbe puerile pensare che questo ribaltamento possa avvenire con le elezioni. L’unica speranza sarebbe quella che Monti esca talmente ridimensionato dal voto e che questi voti si ripartissero in modo tale da non rendere possibile il varo di una coalizione governativa troppo forte. Una futura incertezza politica potrebbe inceppare i progetti dei banksters, ma sarebbe solo un piccolo palliativo.

Una vittoria di Berlusconi, che oltretutto non è mai stato una alternativa ai banksters, ma semmai una specie di outsider, sembrerebbe da escludersi e comunque è talmente evidente che Berlusconi si muove unicamente per la salvaguardia dei propri interessi di famiglia e pertanto, anche nel caso di un suo improbabile successo, si metterebbe d’accordo con i banksters.
Il movimento 5Stelle di Grillo, che sembrava avere le possibilità di captare un ampio ventaglio di voti di protesta, in questi ultimi mesi è stato alquanto ridimensionato dalle solite campagne psicologiche dei mass media ed è stato anche scosso da alcuni dissensi interni, probabilmente creati ad arte. Questo vuol  dire che Grillo potrà avere un certo successo elettorale, ma non così decisivo da mettere in seria crisi i progetti dei banksters.
I piccoli partitini antagonisti, in termini di voti e dati i meccanismi elettorali, più di tanto non potranno fare e probabilmente resterebbero minoranze poco significative quantunque siano per loro positivi gli esiti elettorali.

L’astensione, il gesto contestativo che noi abbiamo sempre privilegiato, potrebbe avere, grazie al malcontento diffuso,  un significativo incremento, ma è chiaro che il Sistema, alla fin fine, nonostante la perdita di immagine, se ne fregherà altamente delle percentuali dei votanti.
Tutto questo per dire che ben difficilmente potremmo aspettarci note positive dagli esiti elettorali, se non, come detto, la speranza che i voti si ingarbuglino alquanto annacquando il potere dei partiti, che i movimenti antagonisti (antagonisti almeno sulla carta, perchè noi, sinceramente, non abbiamo fiducia in nessuno) abbiano un buon successo e altrettanto ne abbia l’astensione dal voto.
E un pò poco, quasi niente, ma non vediamo altre alternative.

Questa situazione della nazione, oltretutto legata mani e piedi ai meccanismi mondialisti dell’Europa,  non è possibile ribaltarla con le elezioni, e al momento non è neppure sperabile una rivolta di popolo magari determinata dall’impoverimento di tutto il paese.
Intanto per quanto siano stati pesantissimi i provvedimenti lacrime e sangue imposti alla cittadinanza, per quanto gravissima la situazione del paese con la chiusura continua di imprese e la perdita dei posti di lavoro, per quanto spaventoso il numero dei disoccupati, in particolare i giovani e per quanto aleatorie, precarie e durissime le condizioni per trovare un posto lavoro con un minimo di garanzie, visto che tutto il mondo del lavoro è stato devastato e sconvolto dalla introduzione di leggi e pratiche iper liberiste, nonostante tutto questo e probabilmente con l’apporto delle famiglie che sono ancora in grado di sobbarcarsi gli oneri del mantenimento dei loro congiunti disoccupati (i futuri nuclei famigliari non avranno di certo questa disponibilità per i loro figli) la situazione generale non ha raggiunto i livelli di massima allerta.

A questo si aggiunga che la società consumista, le ideologie neoradicali, la devastazione provocata dalle consuetudini di vita occidentali, all’”americana”, il paravento di una realtà “virtuale”, hanno annullato e dissolto ogni energia creativa e contestativa in particolare nella gioventù, una gioventù riempitasi di tatuaggi, con il pensiero agli abiti griffati, allo stadio, alla musica, alle discoteche, allo sballo, alle ultime novità nel settore dei video giochi, dei computer e degli Ipod. E senza giovani non si fanno le rivoluzioni !
Avevamo premesso che queste sarebbero state delle considerazioni politiche  “a freddo”, non è colpa nostra se, oltretutto, sono scettiche nell’indicare delle soluzioni.

Certe situazioni, affinché si concretizzino possibilità di riscossa, devono ancora maturare, sperando che ce ne sia il tempo, visti i progetti criminali di guerra che gli Occidentali hanno in animo e a cui il nostro paese, succube totalmente del sistema atlantico e pericolosamente riempito con 113 basi militari anche atomiche, e privo di ogni sovranità, è soggetto.
Per intanto, a queste elezioni, che ognuno agisca secondo coscienza e come meglio ritiene opportuno. Non ci sono ricette miracolose.
Chi lo preferisce si astenga dal votare oppure, per chi proprio vuol andare a votare, si voti per uno dei movimenti antagonisti nell’ottica di rendere debole ogni futura conduzione politica di governo.

A Napolitano si spenga il televisore in faccia.
In questo senso occorre chiedere a tutti gli italiani che la sera del 31 dicembre dalle 20,30 alle 21, proprio quando Napolitano, uno dei massimi artefici dei progetti dei banksters, rivolgerà il solito “messaggio agli italiani, si spengano i televisori. Non si cambi canale, si spengano i televisori.
E’ importante che gli ambienti politici constatino, attraverso gli indici di ascolto, che quella sera, al discorso di Napolitano, c’è stato un rifiuto dei telespettatori ad ascoltare.

Non che questo gesto possa determinare chissà che, ma in  prospettiva potrebbe avere la sua importanza.

Fate quindi girare questo invito il più possibile.

Maurizio Barozzi